

VITERBO – Sarà ascoltato come testimone, ma soprattutto come parte offesa. Come vittima di quell’aggressione che lo scorso 7 ottobre fece finire in manette il 45enne C.C., ad oggi ancora recluso nel carcere di Mammagialla.
Sarà la Procura a chiamare in aula l’agente della Polizia di Stato che venne picchiato e aggredito dall’uomo, originario della Romania, a seguito di una furiosa lite con un connazionale.
A far scattare l’allarme, le grida provenienti da un appartamento in via Bastianini, che fecero insospettire alcuni passanti e vicini di casa. Così l’intervento delle tre pattuglie e l’aggressione: C.C. alla vista dei lampeggianti e delle divise, avrebbe dato in escandescenze e, dopo essersi scagliato contro uno degli agenti avrebbe addirittura distrutto il vetro di una delle auto di servizio delle volanti.
Per questo ora è alla sbarra con le accuse di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. A difenderlo, l’avvocato Francesca Laureti, del foro di Viterbo.
Ieri la prima udienza per il suo processo con rito direttissimo, si tornerà in aula il 14 dicembre nel primo pomeriggio.