ANNO 16 n° 119
Piano rifiuti, la Provincia di Viterbo accelera: “Autosufficienti, più tutele per il territorio”
Incontro pubblico sulla VAS: distanze più ampie da scuole e abitazioni, nuovi vincoli e scenari per una gestione sostenibile fino al 2031
Francesco
29/04/2026 - 07:02
di Francesco Maria Ricci

VITERBO - La Provincia di Viterbo stringe i tempi sul nuovo Piano provinciale di gestione dei rifiuti e rilancia una linea chiara: autosufficienza impiantistica, maggiore tutela ambientale e nessuna necessità di nuovi siti di smaltimento. È questo il messaggio emerso durante l’incontro pubblico tenutosi nella Sala Benedetti di via Saffi, dedicato all’aggiornamento della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), passaggio chiave verso l’adozione definitiva del piano.

Un piano “dinamico” ma con un obiettivo preciso

L’amministrazione provinciale ha ribadito come il piano sia uno strumento flessibile, destinato ad evolversi nel tempo in base alle esigenze del territorio. Tuttavia, la linea di fondo resta invariata: la Tuscia è già oggi in grado di gestire autonomamente il proprio ciclo dei rifiuti.

“Non abbiamo bisogno di nessuno”, è stato sottolineato durante l’incontro, evidenziando come da oltre vent’anni il sistema impiantistico locale consenta di chiudere il ciclo senza ricorrere a strutture esterne. Un equilibrio che però rischierebbe di incrinarsi qualora continuassero i conferimenti massicci da altre province del Lazio.

Più vincoli e distanze triplicate

Uno degli elementi centrali del piano riguarda l’inasprimento dei criteri localizzativi. La Provincia ha deciso di portare da 1.000 a 3.000 metri la distanza minima tra impianti e “edifici sensibili” come scuole e ospedali, introducendo inoltre una fascia di rispetto di 300 metri per le aree agricole di pregio.

A questi si aggiungono ulteriori fattori di tutela: inserimento dei boschi tra le aree sensibili; protezione preventiva di siti di valore storico e culturale, inclusi quelli candidati a riconoscimenti internazionali; rafforzamento complessivo dei vincoli cartografici, che riducono a porzioni minime il territorio potenzialmente idoneo a nuove discariche.

Raccolta differenziata in crescita

Sul fronte dei dati, il quadro è positivo. La raccolta differenziata provinciale ha raggiunto il 67,32%, con 43 comuni oltre il 70% e punte superiori all’80%.

Gli scenari elaborati dal piano indicano ulteriori margini di miglioramento: scenario base: 71% di differenziata; scenario intermedio: 74,5% con tariffazione puntuale e compostaggio; scenario avanzato: oltre il 77,5% estendendo le buone pratiche a tutti i comuni.

Parallelamente, si prevede una riduzione progressiva del rifiuto indifferenziato e del ricorso alla discarica.

Impianti sufficienti e autonomia garantita

L’analisi tecnica conferma che gli impianti attuali sono più che adeguati al fabbisogno provinciale. Il sistema comprende quattro impianti di compostaggio e un Tmb con capacità superiore alle necessità locali, tanto da ricevere rifiuti da altre aree della regione.

Per quanto riguarda la discarica di Viterbo, il nuovo invaso attivo dal 2025 garantisce: circa 4 anni e mezzo di autonomia con gli attuali flussi; fino a 15 anni considerando solo i rifiuti prodotti localmente.

Il percorso verso l’approvazione

Il piano, insieme al rapporto ambientale, sarà ora trasmesso alla Regione Lazio per il parere motivato nell’ambito della VAS. Seguirà la fase di osservazioni pubbliche prima dell’approvazione definitiva.

L’obiettivo dichiarato è arrivare a uno strumento condiviso, capace di guidare non solo la gestione dei rifiuti ma anche le future scelte di sviluppo del territorio, offrendo regole chiare a enti, cittadini e operatori del settore.

In sintesi, la Provincia punta a “blindare” la Tuscia: più tutela ambientale, meno margini per nuovi impianti e una strategia che rivendica con forza l’autonomia raggiunta.






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