ANNO 16 n° 205
Piano regionale dei rifiuti 2026-2031, la Provincia di Viterbo presenta le osservazioni alla Regione Lazio
Romoli: «La pianificazione tenga conto delle peculiaritą della Tuscia». Chiesti approfondimenti sui nuovi ATO, maggiori tutele ambientali e criteri pił rigorosi per la localizzazione degli impianti
24/07/2026 - 10:40

 

VITERBO – La Provincia di Viterbo ha trasmesso alla Regione Lazio le proprie osservazioni nell'ambito della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) relativa all'aggiornamento del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti 2026-2031, presentando un documento tecnico con proposte e integrazioni finalizzate a rendere la pianificazione più efficace, sostenibile e aderente alle caratteristiche del territorio.

Le osservazioni riguardano diversi aspetti del nuovo Piano, dalla ridefinizione degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) ai criteri per la localizzazione degli impianti, fino agli obiettivi di riduzione dei rifiuti biodegradabili e all'evoluzione del sistema impiantistico regionale.

Tra i punti principali evidenziati dall'Ente c'è la richiesta di approfondire la scelta della Regione di ridurre gli ATO da cinque a due, prevedendo un unico ambito per tutti i comuni del Lazio, esclusa Roma Capitale. Secondo la Provincia, una simile impostazione richiede ulteriori valutazioni tecniche alla luce dei principi di efficacia, efficienza, economicità e prossimità previsti dal Decreto Legislativo 152/2006.

L'amministrazione provinciale sottolinea infatti come il territorio laziale, al di fuori della Capitale, presenti realtà molto diverse tra loro dal punto di vista geografico, infrastrutturale, demografico e della produzione dei rifiuti, elementi che rendono necessario un approfondimento prima di procedere all'accorpamento.

Nel documento viene inoltre evidenziata la specificità della Tuscia, che registra livelli di raccolta differenziata tra i più elevati della regione e una produzione pro capite di rifiuti inferiore rispetto ad altre province laziali. Risultati che, secondo la Provincia, dovrebbero essere valorizzati nella pianificazione regionale.

Tra le osservazioni figura anche la richiesta di aggiornare alcuni riferimenti normativi contenuti nel Piano, recepire lo stato autorizzativo dell'impianto TMB di Viterbo e rafforzare il collegamento tra gli obiettivi di legge, quelli ambientali e le azioni previste.

Particolare attenzione viene dedicata anche ai criteri di localizzazione dei futuri impianti. La Provincia propone infatti di rafforzare la tutela delle aree naturali protette, dei siti UNESCO presenti nella Tuscia, delle aree agricole di pregio, delle zone di captazione delle acque potabili, delle aree a rischio idrogeologico e dei centri abitati, introducendo criteri più restrittivi e fasce di rispetto più ampie rispetto a quelle previste nella proposta regionale.

«Le osservazioni presentate dalla Provincia – dichiara il presidente Alessandro Romoli – nascono da un approfondito lavoro tecnico e dalla volontà di offrire un contributo costruttivo alla pianificazione regionale. La gestione dei rifiuti deve essere organizzata secondo criteri di efficienza, sostenibilità e prossimità, ma deve anche tenere conto delle peculiarità dei territori».

«La provincia di Viterbo – prosegue Romoli – ha raggiunto risultati significativi nella raccolta differenziata e presenta caratteristiche ambientali, paesaggistiche e infrastrutturali che meritano di essere adeguatamente valorizzate nella definizione del nuovo Piano. Per questo chiediamo alla Regione Lazio un confronto approfondito, affinché la pianificazione regionale sia realmente coerente con le specificità locali, tuteli le comunità e garantisca un sistema di gestione dei rifiuti efficace ed equilibrato su tutto il territorio».






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