ANNO 16 n° 178
Piano anti caldo: 'l'ordinanza c'č ma scarseggiano i controlli'
Edilizia, agricoltura, logistica e rider: tre giorni da bollino rosso, ma non tutti si fermano nelle ore di maggior rischio
Fabio
27/06/2026 - 00:34
di Fabio Tornatore

di Fabio Tornatore

VITERBO - 'L'ordinanza anti caldo c'è, ma se non si fanno i controlli è inutile. le decisioni rimangono in capo ai datori di lavoro, che molto spesso non applicano i regolamenti, e molti lavoratori non ne sanno nulla. Serve una cultura della sicurezza'. A riferirlo è Luca Paolacci, rappresentante Cobas Viterbo.

Edilizia, agricoltura, logistica e rider: troppi somno i lavoriatori che sono esposti al rischio del caldo estremo di questi giorni, eppure, nonostante la legge, moltissimi sono gli addetti che non si fermano nelle ore più calde, e che, anche nelle altre fasce orarie non hanno le dotazioni minime, o non rispettano le regole 'base' dettate dalla legge sulla sicurezza 81/08, come bere molto e fare pause.

'La responsabilità ricade sui datori di lavoro' continua Paolacci 'molte aziende non hanno un responsabile della sicurezza dei lavoriatori, e il proprietario dell'azienda non sempre controlla: la Regione ha messo a disposizione un sito per controllare le temperature nelle varie aree, ma sono pochi quelli che accedono. L'Inail e gli ispettori del lavoro non hanno abbastanza risorse per i controlli, quindi la legge resta lettera morta'.

Le giornate da bollino rosso intanto continuano, e il lavoro, spesso, anche: 'alcun cantieri che abbiamo controllato come sindacato si sono fermati' conclude il rappresentante Cobas 'però non tutti rispettano questa ordinanza. Abbiamo chiesto ad alcuni rider, che però non parlavano italiano e avevano un ingele stentato, e non ne sapevano niente. Se non si investe in una cultura della sicurezza, nel caso del piano anti caldo, come nella sicurezza giornaliera sl lavoro continueremo ad avere quattro morti al giorno, come accade ancora'.






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