ANNO 16 n° 179
Pian di Tortora ostaggio dell'inciviltą, montagne di rifiuti ai lati della strada
Un residente racconta di aver ripulito l'area oltre dodici volte in un anno e mezzo: tra i rifiuti anche siringhe e valigie
Andrea
28/06/2026 - 03:03
di Andrea Farronato

VITERBO – Ci sono storie che, quando giungono alle nostre orecchie, ci riportano a una verità scomoda: troppo spesso il peggior animale è proprio l’uomo. È questo l’unico commento che viene spontaneo dopo aver visto lo stato in cui versa strada Pian di Tortora, dove la presenza di un’isola ecologica sembra ormai aver lasciato spazio a una vera e propria valanga di rifiuti sui terreni che costeggiano entrambi i lati della carreggiata.

A denunciarlo è un residente, che scegliendo di mantenere l’anonimato, ha raccontato di essersi trovato nell’ultimo anno e mezzo a ripulire l’area per oltre una dozzina di volte. Tra i rifiuti recuperati, non solo normali sacchi dell’immondizia, ma anche pannolini, siringhe per l’insulina e persino valigie da viaggio.

Ciò che lascia maggiormente riflettere è che, a una situazione evidentemente non monitorata a sufficienza da chi di competenza, si aggiunge anche l’inciviltà di alcuni cittadini che, senza troppi scrupoli, abbandonano i propri rifiuti senza neppure conferirli negli appositi contenitori.

L’azione del vento e degli agenti atmosferici può certamente spiegare come parte dei rifiuti sia finita a decine di metri dai cassonetti, nei terreni circostanti. Tuttavia, la presenza di sacchi e altri materiali anche sul terreno sopraelevato adiacente all’isola ecologica lascia spazio a ben poche interpretazioni: l’ipotesi più plausibile è che qualcuno, transitando in zona, scelga deliberatamente di lanciare i rifiuti oltre il bordo della strada, abbandonandoli al proprio destino.

Sul posto è stata installata una telecamera di videosorveglianza e l’auspicio è che le autorità possano individuare i responsabili di questi comportamenti. Nel frattempo, l’invito resta quello di rispettare il luogo in cui viviamo: perché, anche quando non si tratta della nostra isola ecologica di riferimento, rimane comunque casa nostra.






Facebook Twitter Rss