


di Max Vismara
VITERBO - Era il 7 Ottobre 1981 quando il telefono squillò nella redazione di Viterbo de Il Messaggero: ''Pronto''. Dall'altra parte una voce tristemente disse: ''Giggetto è morto''.
Oggi a distanza di 40anni da quel triste giorno nella sala Regia del Comune di Viterbo, Luigi Petroselli è tornato a vivere e lo ha fatto tra le mura del palazzo comunale di quella città che non solo gli ha dato i natali ma ha continuato a ricordarlo come figlio prediletto.

''Mi sento orgoglioso di essere concittadino di questo uomo che si è fatto distinguere sia come cittadino che come figura politica - ha esordito il sindaco Arena durante il ricordo di Petroselli - un uomo che si è distinto in tutti i campi, divenendo un vero esempio di uomo politico per tutti''.
Un uomo umile e leale che ha vissuto una vita breve ma intensa, se fosse vissuto di più sicuramente avrebbe fatto grandi cose''.
Seduto al posto d'onore al tavolo dei relatori anche il presidente Zingaretti arrivato appositamente da Roma per partecipare al ricordo del sindaco di Roma ''viterbese''.

Accanto a lui il presidente della provincia Pietro Nocchi, il consigliere regionale Enrico Panunzi e Angela Giovagnoli autrice di una biografia di Petroselli.
''Sono certo che Petroselli oggi si chiederebbe come deve essere Roma - ha detto Nocchi - amava profondamente la Capitale e tutti i suoi cittadini, e lavorava con passione per rendererla migliore. Oggi sono orgoglioso di essere presente al ricordo di questo grande uomo''.

Infine il ricordo di Petroselli di Zingaretti che ha ribadito l'importanza di Luigi Petroselli come figura politica di riferimento per quel periodo.
''Sopra la sua tomba c'erano tante targhe di centri anziani - ha detto il presidente - era un uomo che voleva accorciare le distanze tra politica e cittadini. Oggi siamo qui per onorare non solo il sindaco, il politico e un grande viterbese ma anche l'uomo che voleva ridurre le distanze, che voleva creare un dialogo per migliorare.
Un politico che ha dato la vita per eliminare le distanze, per abbattere l'emarginazione, e non lo fece solo con le parole ma con azione concrete per rigenerare la citta attraverso la partecipazione dei cittadini''.
