ANNO 16 n° 265
Persone scomparse, nuovo piano a Viterbo: cosa cambia
Dalla denuncia alle ricerche in aree urbane e impervie, la Prefettura introduce regole pił chiare e tempi ridotti
13/12/2025 - 03:33

VITERBO – Un piano aggiornato, più chiaro e soprattutto più rapido. Dopo oltre dieci anni, la Prefettura di Viterbo ha deciso di rivedere e integrare il Piano provinciale per la ricerca delle persone scomparse, del 2013, adeguandolo alle criticità emerse nel tempo e alle nuove esigenze operative. Un lavoro durato diverse settimane, che ha coinvolto istituzioni pubbliche e realtà private, tra cui l’associazione Penelope, con l’obiettivo di rendere le procedure più efficaci sin dalle prime ore successive alla denuncia.

Ad introdurre le novità, il Prefetto di Viterbo, Sergio Pomponio: “le principali novità riguarda la distinzione degli scenari di scomparsa. Il nuovo piano differenzia i casi che avvengono in ambito urbano, extraurbano o in ambienti impervi e montani, come accaduto nel noto caso Gentili. Una classificazione che consente di individuare subito chi deve intervenire: la Polizia di Stato nei contesti urbani, i Vigili del Fuoco nelle aree extraurbane, con l’attivazione, se necessario, di reparti specializzati come il Soccorso Alpino. Una scelta che riduce i tempi di risposta e rende l’azione di ricerca più mirata”.

Il documento lavora per rendere più affidabile e repentina la notizia di scomparsa, valutando attendibilità, modalità dell’allontanamento e soprattutto il grado di pericolo, elemento cardine, per l’attivazione del piano. Fondamentale, inoltre, la distinzione tra maggiorenni e minorenni: in caso di allontanamento volontario di un adulto, senza rischi per l’incolumità, il Piano non viene attivato.

Nel Viterbese il fenomeno non è frequente, ma di numeri comunque, si può parlare: oltre 50 scomparse nel 2025, più di 74 l’anno precedente. La maggior parte dei casi riguarda minori stranieri non accompagnati, spesso tra i 15 e i 16 anni, che lasciano poche tracce. Alta anche l’incidenza di minori italiani, spesso con storie familiari complesse alle spalle.

A spiegare nel dettaglio cosa cambia, il capo di gabinetto, Luca Mecchia :'Il nuovo Piano punta su coordinamento e chiarezza: dalla prima segnalazione alla gestione dei rapporti con la stampa, affidati alla Prefettura, fino all’utilizzo di nuove tecnologie come i droni termici. Tutte le risorse disponibili vengono ora raccolte in un vero e proprio “mazzo di carte” operativo. Al termine delle ricerche, infine, è previsto un debriefing per migliorare ulteriormente il dispositivo'.






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