ANNO 16 n° 271
Personaggi iconici del Natale nella Tuscia: storie di tradizione e magia
Storie e leggende che rendono magico il Natale nei borghi viterbesi
26/12/2024 - 20:37

di  SDA

VITERBO - Il Natale nella Tuscia, con i suoi antichi borghi e le radici profonde nella cultura popolare, è arricchito da personaggi e figure che, nel tempo, hanno contribuito a rendere magico questo periodo dell’anno. Tra storia, leggenda e tradizione, queste figure incarnano lo spirito natalizio del territorio, portando con sé un fascino unico.

 

In molte chiese della Tuscia, San Nicola è celebrato non solo come santo protettore, ma anche come ispiratore del Natale. A Vetralla, ad esempio, si tramanda una storia secondo cui il santo, durante una visita al borgo, avrebbe aiutato le famiglie più povere, lasciando in segreto doni e cibo davanti alle loro porte. Questo gesto di solidarietà ha ispirato la figura di Babbo Natale e viene ricordato ancora oggi in alcune tradizioni locali, come lo scambio di cesti alimentari tra vicini.

Anche se strettamente legata all’Epifania, la Befana nella Tuscia ha spesso fatto la sua comparsa durante il Natale. A Soriano nel Cimino, si racconta di una 'vecchietta' che, la notte della Vigilia, lasciava frutta secca e dolci ai bambini buoni, anticipando il suo arrivo ufficiale a gennaio. Questa figura, che unisce magia e bontà, è ancora celebrata con eventi e racconti per i più piccoli.

Nella città di Viterbo, il Bambinello del presepe della Cattedrale di San Lorenzo è considerato un simbolo di protezione e speranza. La leggenda narra che, in tempi di carestia, il Bambinello sia stato portato in processione per le vie della città, e poco dopo si siano verificati abbondanti raccolti. Questo episodio ha rafforzato la devozione degli abitanti, che ancora oggi vedono nel Bambinello una figura centrale delle celebrazioni natalizie.

Nei borghi di Sutri e Bolsena, i Magi sono protagonisti non solo dei presepi viventi, ma anche di storie popolari che li descrivono come portatori di pace e prosperità. In alcune tradizioni, si dice che i Magi abbiano lasciato simbolicamente un dono per ogni borgo che attraversavano: oro per la ricchezza del cuore, incenso per la fede e mirra per la protezione

Una delle figure più poetiche è l’Angelo del Lago, una leggenda che racconta di un angelo che appariva sulle rive del lago la notte di Natale per benedire i pescatori e le loro famiglie. Si dice che questo spirito celeste fosse visibile solo ai bambini, che raccontavano di una figura luminosa che cantava dolci melodie.

Queste figure iconiche non sono solo parte della memoria collettiva, ma rappresentano un legame tra il passato e il presente. Scoprire e raccontare le loro storie permette di vivere il Natale nella Tuscia in modo più autentico, immergendosi nell’atmosfera unica di un territorio dove storia e tradizione si intrecciano con il sacro e il magico.






Facebook Twitter Rss