

VITERBO – La polizia giudiziaria, su mandato della procura della Repubblica, ha perquisito l’abitazione del direttore del quotidiano L’Opinione Paolo Gianlorenzo, dove avrebbe sequestrato uno o due Pc e un hard-disk esterno. Subito dopo è stata perquisita anche la redazione del giornale, dove è stato sequestrato altro materiale informatico.
Lo stesso Gianlorenzo e la giornalista Viviana Tartaglini sarebbero indagati per una presunta tentata estorsione ai danni del consigliere regionale Francesco Battistoni e del presidente del consiglio provinciale Piero Camilli. I presunti tentativi estortivi sarebbero stati denunciati dai diretti interessati. In particolare, Battistoni avrebbe presentato l’esposto il 5 marzo scorso.
“Sono tranquillo e non ho nulla da temere – ha detto Gianlorenzo al termine delle perquisizioni - , non parlo con Battistoni da moltissimo tempo e con Camilli credo di non aver mai parlato, se non in pubblico, forse allo stadio o in qualche conferenza stampa”.
E’ probabile che all’origine dell’indagine ci sia un esposto presentato da alcuni collaboratori del giornale, estromessi dalla cooperativa che lo gestisce, i quali avrebbero segnalato presunte irregolarità amministrative. Gli stessi giornalisti avrebbero poi fornito a Battistoni e Camilli gli elementi su cui basare le loro denunce. Secondo quanto si è appreso si tratterebbe di alcune affermazioni fatte da Gialorenzo durante una riunione di redazione.
“Né a casa mia, né in redazione – ha detto ancora Gianlorenzo – sono stati trovati documenti relativi a Battistoni e Camilli. C’erano invece gli atti dell’inchiesta sulla Asl, peraltro da me pubblicati su L’Opinione, nei quali il nome di Battistoni compare numerose volte. Anziché sequestrarli a me potevano chiederli ai pubblici ministeri che si occupano della vicenda”.
Tra Battistoni e L’Opinione è da tempo in atto uno scontro. Anche nei giorni scorsi Gianlorenzo aveva denunciato pubblicamente tentativi di “interferenza” del consigliere regionale che, a suo dire, avrebbe fatto intervenire personaggi di spicco del Pdl per “indurlo” a cambiare atteggiamento verso di lui. Scontro che si sarebbe acuito, sempre secondo il direttore de L’Opnione, dopo che ha iniziato a pubblicare brani di intercettazioni telefoniche sull’inchiesta Asl in cui compare il nome del consigliere regionale.