ANNO 16 n° 275
Pericolo frane, nella Tuscia 7208 famiglie e 542 beni culturali in zone a rischio
L'ultimo rapporto Ispra sul dissesto idrogeologico: la provincia di Viterbo uno dei territori pił fragili
15/03/2022 - 07:06

di Simone Lupino

VITERBO - Oltre 7 mila famiglie della provincia di Viterbo vivono in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata. Sono il 5,4%: più del doppio della media nazionale (2,2 per cento) e rappresentano il secondo dato più alto nel Lazio dopo quello di Frosinone (7), davanti a Rieti (2,7), Latina (2,1) e Roma (0,6). Sono invece 542 i beni culturali a rischio poiché si trovano in zone dove sussiste il pericolo di smottamenti. Tutti insieme fanno il 21,4% dei 2.527 tesori archeologici, monumentali, architettonici della provincia. Una galleria d’arte all’aria aperta, la Tuscia. In ambito regionale preceduta solo da Roma con 8.614 beni culturali. Più indietro Frosinone (1.050), Latina (907) e Rieti (839). Ma anche uno dei territori più fragili.

E’ quanto rivela l’ultimo ''Rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia'', pubblicato nei giorni corsi dall’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che ''fornisce il quadro di riferimento sulla pericolosità associata a frane e alluvioni, nonché sull’erosione costiera per l’intero territorio nazionale e presenta gli indicatori di rischio relativi a popolazione, famiglie, edifici, aggregati strutturali, imprese e beni culturali''.

La ricerca si basa su una scala di pericolosità di quattro livelli: pericolosità minima (P1), media (P2), elevata (P3), molto elevata (P4). Per il patrimonio storico-artistico viterbese l'allerta è massima. ''Il numero più elevato di beni culturali a rischio frane in aree a pericolosità P3 e P4 si registra in Campania, Toscana, Marche, Emilia-Romagna, e Lazio e nelle province di Napoli, Isernia, Viterbo, Siena e Genova'', spiega l'Ispra. Per la Tuscia, sommando le due voci si arriva a 431 beni culturali, il 17,1%. Il triplo della media nazionale, che è pari a 5,9%.

Lo studio dedica un passaggio anche ai ''numerosi'' borghi ''interessati da fenomeni franosi innescatesi o riattivatisi anche negli ultimi anni'', tra i quali cita come esempio ''Civita di Bagnoregio, in provincia di Viterbo, ubicata su una rupe tufacea interessata da un progressivo arretramento delle scarpate con distacchi di roccia e colamenti lungo i sottostanti versanti argillosi''. Ma alcuni casi si trovano anche appena oltre i confini della provincia: ''Negli ultimi decenni diversi centri storici sono stati oggetto di interventi di consolidamento e riduzione del rischio idrogeologico, come a Certaldo (Firenze), Todi (Perugia) e Orvieto (Terni)'', continua lo studio.

Per quanto riguarda le altre voci, il rapporto Ispra riporta che nella Tuscia la popolazione a rischio residente in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata è pari a 15.622 unità (5%). Come detto, le famiglie a rischio in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata sono più di settemila: 7.208 per la precisione, il 5,4%. E 5.666 gli edifici a rischio in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata (6,6%). Ancora: la popolazione a rischio residente in aree a pericolosità idraulica elevata e media è pari, rispettivamente, a 2.299 (0,7%) e a 3.112 persone (1%); le famiglie a rischio in aree a pericolosità idraulica elevata e media sono nell’ordine 1.074 (0,8%) e 1.437 (1,1%); gli edifici a rischio in aree a pericolosità idraulica elevata e media 1.012 (1,2%) e 1.471 (1,7%). Un richiamo infine ai beni culturali a rischio in aree a pericolosità idraulica elevata (317 pari all’1,3%) e media (440 che equivalgono all’1,8%).

''I dati del Rapporto rappresentano un elemento utile a supporto delle decisioni nell’ambito delle politiche di contrasto al dissesto idrogeologico, comprese quelle previste nel Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza)’’, spiega l’Ispra.

I principali dati dell’edizione 2021 sono: 7.423 comuni (93,9% del totale) a rischio per frane, alluvioni e/o erosione costiera, il 18,4% del territorio nazionale classificato a maggiore pericolosità per frane e alluvioni, 841 km di litorali in erosione pari al 17,9% delle coste basse italiane, 1,3 milioni di abitanti a rischio frane e 6,8 milioni di abitanti a rischio alluvioni.






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