

VITERBO – (aml) E' Natale tempo di regali, di bilanci e di buoni propositi.
Tutti, potenti e umili, impegnati nella corsa a trovare il giusto dono, o quantomeno quello che si ritiene tale, per familiari e amici ma questo è anche il periodo che maggiormente invita alle riflessioni. I personaggi pubblici come vivono questo periodo, quale dono sperano di trovare sotto l'albero, cosa regalano?
Noi di Viterbo News 24 lo abbiamo chiesto al sindaco di Viterbo Leonardo Michelini.
Cosa spera di trovare sotto l'albero di Natale?
''Un po' di serenità. Vivere serenamente queste feste che portano a fare un po' di approfondimento su quello che fai, su ciò che potresti fare, su quello che potremmo fare tutti. Un po' di riflessione sullo spirito del Natale sarebbe bene farla, in maniera più profonda meno consumistica''.
Magari tra i doni anche una candidatura?
''Pensa che una candidatura sia un regalo? E poi chi me lo deve dare questo dono? Perché se sono io che devo decidere per me stesso non si può più parlare di regalo. Non ho ancora deciso di affrontare questa tema. Inoltre anche a livello di strategia mi chiedo: ma conviene in questo momento distrarsi sulle candidature? Bah. Da imprenditore credo che quando si deve fare un lavoro bisogna portarlo a termine poi ne facciamo un altro se serve. Come amministrazione siamo in fase di ultimazione di qualche cosa che abbiamo portato avanti per tanto tempo, cerchiamo di completarlo bene. Adesso credo sia opportuno pensare agli obiettivi''.
Per svelare questa eventuale strenna quindi bisogna ancora attendere?
''Non credo che Michelini in questo momento sia il punto di attenzione della città o della politica viterbese. Personalmente sono molto preso dalle cose che stiamo facendo anche durante il periodo natalizio, che abbiamo fatto e che stiamo portando avanti. Questo impegno probabilmente mi distoglie anche da altre situazioni comprese anche eventuali candidature o, per meglio dire, da ragionamenti in merito a future eventuali candidature. Sono più concentrato invece su cose più importanti che sono quelle per cui mi sono candidato cinque anni fa. Mi fa piacere vedere finalmente i risultati di un lavoro impegnativo che, soprattutto in questi ultimi, mi porta una sorte di gratificazione anche sul piano personale. Vedere l'Unione sempre pieno di persone, di attività, vedere i viterbesi che hanno riscoperto il gusto di andare in un posto così architettonicamente bello questa è una delle cose più belle che sono state fatte. Ricordare poi che il presidente del consiglio Gentiloni ha incontrato gli imprenditori del Poggino direttamente nell'area produttiva e non nel luogo istituzionale del Comune questo è stato un merito del sottoscritto. Perché secondo me era opportuno andare dove le persone lavorano, quello è stato un segno di riconoscimento e di dignità per tutti per quelli che, magari nell'ombra, fanno cose utili a tutti noi. Mi piace sapere che siamo stati nella prima notizia del Tg1 qualche settimana fa per la visita del premier. Ora sto assaporando anche qualche soddisfazione, c'è stata tanta amarezza e qualche gratificazione fa piacere''.
Questo è un periodo in cui si tende a fare un bilancio. Qual è il suo a livello personale?
''Sono grato di aver fatto il sindaco della mia città. E' un incarico gravoso, di responsabilità e come ho già detto altre volte non è una professione quindi devi farlo in maniera disinteressata e soprattutto anche con un punto di vista che sia superiore a ciò che fai. Devi essere capace di vederti anche da fuori''.
E il bilancio come sindaco e come amministrazione?
''Stiamo vedendo adesso il frutto di un lavoro che è durato qualche anno quindi da questo punto di vista mi sento gratificato. E' bello se le cose che si fanno le hai anche pensate, ma se tu le pensi e poi qualcun altro le attua secondo me è altrettanto positivo. Io per esempio ho realizzato delle opere che non avevo ideato ma mi sono guardato bene dal criticarle e anche se magari su alcune cose potevo essere in disaccordo comunque le ho fatte e sono stato onorato di eseguirle. Ovviamente è più interessante se tutto quello che un sindaco mette in campo riesce anche a portarlo a compimento ma non è detto che questo debba sempre accadere''.
Se si dovesse dare un voto come sindaco?
''I voti li lasciamo dare ai cittadini. Come dice qualcuno le pecore si contano a maggio cioè alla fine del lavoro. Io credo di aver fatto bene, alcune cose potevo sicuramente farle meglio. Ci sono stati momenti in cui la mia maggioranza ha ballato però sul piano personale sono molto soddisfatto di questa esperienza. Ribadisco: fare il sindaco è molto impegnativo e gravoso anche sul piano umano però il voto lo lasciamo a quelli che vengono dopo. Magari fra qualche anno diranno 'quel matto di Michelini è riuscito a fare il Poggino peccato che poi non fa più il sindaco'''.
Tornando al Natale cosa vorrebbe regalare alla città?
''E' un regalo simbolico: dire a tutti i viterbesi che questa è una città splendida piena di interessi, piena anche di dinamicità. In questi giorni c'è di tutto, il Christmas village, mostre, iniziative, spettacoli in continuazione all'Unione. E' una città viva non di provincia come era qualche anno fa, forse più di 5 anni fa. Il mio augurio è di poter continuare a credere di più nella città e nelle sue potenzialità. Il regalo che faccio a me ma lo faccio anche a chi farà il sindaco, che sia io o un altro, è di avere pazienza e di lavorare molto sugli altri. Riuscire a convincere gli altri, intendo gli amministratori quelli che assolvono un ruolo politico, che conta più la serietà verso tutti i cittadini, non solo per i propri elettori, piuttosto che verso il partito. Ritengo che se uno deve continuare a fare il sindaco o a fare il consigliere comunale deve sapere che il tavolo su cui si gioca è l'amministrazione. Bene che ci sia il partito ma non lo possiamo mai anteporre alla responsabilità amministrativa, sarebbe un tradimento del mandato che ti hanno dato tante persone che hanno avuto fiducia in te, che hanno sperato tu fossi una persona libera soprattutto da condizionamenti di parte o di amicizia. Questo è l'augurio che faccio a me stesso: di continuare a essere libero e che ci possano essere anche altri amministratori che, in futuro, siano liberi da condizionamenti che a volte non vanno d'accordo con l'interesse pubblico''.
Da sindaco cosa regalerebbe al suo predecessore Giulio Marini?
''Gli regalo di essere paziente e di accettare anche il tempo necessario per arrivare a delle soluzioni comuni. Ossia lavorare con pazienza per convincere tutti, siano di opposizione e spesso anche di maggioranza, a superare condizionamenti di parte per arrivare a decisioni che siano nell'interesse della città e del suo futuro. Questo è l'obiettivo primario. Faccio mea culpa per il passato, magari anche io qualche volta sono andato dritto per la mia strada ma faccio esperienza positiva di quello che è successo al consiglio straordinario sulla geotermia. Siamo riusciti a condividere un odg per raggiungere un punto di incontro su una situazione che poteva essere strumentalizzata politicamente. Mi sarei augurato che la stessa cosa sarebbe potuta accadere anche per le periferie. Quando gli obiettivi sono strategici non ci si può dividere, e lo dico anche a livello regionale e nazionale, sempre in funzione del cartello o della casacca. Ecco questo è il mio augurio, lo faccio a Marini ma è come se lo facessi a tutti quelli dell'opposizione e anche a tutti quelli della maggioranza''.
E all'onorevole Giuseppe Fioroni cosa regalerebbe?
''Auguro buona fortuna anche per il futuro. E' una persona d'esperienza che conosce bene sia l'amministrazione che la vita politica. Sono momenti incerti per tutti e anche per chi fa politica, gli auguro che possa continuare a dare il suo contributo''.
Ben quattro piazze viterbesi per festeggiare il Capodanno, che ne pensa?
''Mi sembra che sia un Natale abbastanza frizzante. La Macchina di Santa Rosa in piazza del Teatro, l'Unione sempre aperto, il Christmas village nell'altra parte della città. Questo allungare l'asse, dal quartiere medievale certamente la parte più interessante dal punto di vista turistico ad altre zone altrettanto importanti, è positivo. L'offerta è diversificata: il villaggio di Natale ma anche la mostra di Paternesi a Palazzo dei Priori, quella sul tesoro di Santa Rosa al monastero, quella sull'arte contemporanea al centro culturale di Valle Faul. Vi posso assicurare che in alcune città limitrofe, da Siena a Grosseto, ad alcune laziali non mi pare di vedere questa realtà frizzante che è adesso Viterbo. Di questo sono molto contento perché altri operatori oltre al Comune hanno lavorato per dare questa immagine della città vivace, dinamica e soprattutto interessante''.
Il suo augurio per il 2018 per Viterbo e i viterbesi
''Mi auguro che i progetti che abbiamo messo in campo, parlo in particolare della riqualificazione del Poggino, possano iniziare addirittura entro la fine della primavera. Questo sarebbe già un segnale che la città si sta riqualificando in una zona produttiva, che crea molta occupazione. Credo che siano segnali molto importanti per tutti, per gli imprenditori e per chi ci lavora perché dà il senso che c'è una realtà che vuole crescere, vuole produrre e continuare a metterci la faccia. Se un'attività va bene si traduce anche in occupazione. Credo che questo potrebbe essere il più bel regalo, il miglior segnale che la città può crescere e può continuare a svilupparsi''.