ANNO 16 n° 273
Per uno scambio di persona, la vittima finisce a processo
Colpito in testa con un boccale di birra, nel verbale di polizia diventa l'aggressore
05/04/2019 - 02:07

di Barbara Bianchi

VITERBO – Finisce a processo per aver scagliato addosso ad un coetaneo, un pesante boccale di birra in vetro e alcune sedie del bar Centrale, a piazza del Comune. Peccato che il ragazzo alla sbarra in realtà sia la vittima di quell’aggressione: uno scambio di persona, dovuto probabilmente ad un errore materiale nella redazione del verbale, che avrebbe trasformato la vittima in carnefice e il carnefice in vittima.

Ad avere la peggio, ovviamente, M.P. che per due anni, dalla notte del 24 giugno del 2017, si è dovuto difendere in un’aula di tribunale da un’accusa di rilevanza penale: ‘’getto pericoloso di cose’’ che prevede fino a un mese di arresto. Pur essendo la parte offesa.

A chiarire l’esatta dinamica di quell’aggressione uno dei poliziotti intervenuti: ‘’Eravamo di pattuglia quando abbiamo visto dei ragazzi azzuffarsi – ha spiegato l’uomo – ci siamo avvicinati e abbiamo fatto appena in tempo a fermare il barccio di C.S., aveva un grosso boccale in mano e stava per scagliarlo contro il malcapitato’’.

Ma non solo. Il ragazzo avrebbe anche opposto resistenza al fermo. ‘’Abbiamo faticato per portarlo in macchina. Continuava a divincolarsi nel tentativo di sottrarsi al controllo e all’identificazione. Ci insultava e ci minacciava: voleva affrontarci senza divisa, ‘’venite qua che vi spacco la faccia’’, continuava a ripetere’’.

Ciononostante il suo nome, nel verbale della Questura, apparirebbe solamente come quello persona offesa. Una svista, un errore che per mesi lo ha fatto sottrarre alle proprie responsabilità. Ma non più: dopo aver assolto la reale vittima per non aver commesso il fatto, il giudice ha infatti rinviato gli atti alla Procura per un’eventuale iscrizione a carico di C.S..






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