


di Fabio Tornatore

VITERBO - Da una collaborazione tra Università La Sapienza e Regione Lazio nasce un innovativo sistema di rilevazione e prevenzione delle frane. Un sistema radar satellitare che monitora gli spostamenti del terreno. Può analizzare millimetri di spostamento l'anno anche di strutture.
Frane, dissesto idrogeologico o terremoti: i disastri 'naturali' fanno sempre paura, e spesso hanno conseguenze nefaste e devastazione. Spesso, ancora, sono il risultato di una cattiva gestione del territorio, con costruzioni e insediamenti in aree poco adatte, deforestazioni, cattiva manutenzione. Oggi per prevenirne i rischi si ricorre alle tecnologie innovative dell'Interferometria radar satellitare, per il monitoraggio delle deformazioni al suolo del territorio.
Il sistema ha l'obiettivo principale di fornire un quadro generale del terreno grazie ai dati acquisiti dalla costellazione Sentinel-1 dell'ESA (Agenzia Spaziale Europea). Essa è costituita da due satelliti gemelli (Sentilel 1A e 1B) dotati di sensori che rilevano immagini. Per l'analisi di zone specifiche il sistema si avvale anche della costellazione COSMO-SkyMed, il primo programma spaziale per applicazioni sia civili/commerciali che militari, pensato e finanziiato dall'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dal Ministero della Difesa.