

VITERBO – La par condicio alla fine è sta rispettata. La società Francigena, che gestisce il trasporto pubblico locale per conto del Comune di Viterbo, al referendum del 4 dicembre prossimo vota anche no.
Dopo la denuncia di ViterboNews24 dei pannelli con gli spot elettorali a favore del sì che, a 30 giorni dal voto, sono vietati dalla normativa vigente in tema di pubblicità referendaria, ieri in giro per Viterbo circolavano anche insegne a favore del no. Almeno in questo la società Francigena non fa distinzioni, come poteva essere sembrato dalla prima segnalazione sugli spot pro sì.
Ieri mattina presto il consigliere comunale di FI, Giulio Marini, è andato a verificare di persona la presenza dei pannelli pubblicitari sui bus. ''Mi sono recato poi all’ufficio elettorale del Comune – spiega – dove mi hanno confermato quanto già sapevo, e cioè che nei 30 giorni prima del voto la pubblicità è prevista solo sulle plance installate appositamente. Ho quindi avvertito la Polizia locale di attivarsi affinché venissero rimossi''.
Ieri, però, la pubblicità referendaria a spasso per Viterbo era ancora lì, sui bus gialli del trasporto urbano e anche sull’autobus blu che va verso Grotte Santo Stefano. Ancora sconosciuti i committenti, ma probabilmente si tratta, da una parte dall’altra, di alcuni dei tanti comitati per il sì e per il no sorti negli ultimi mesi.
''Credo che la Francigena debba spiegare il perché di questa palese violazione della norma – aggiunge Marini -. Una disattenzione grave da parte di chi gestisce l’azienda. Sappiamo che la pubblicità è gestita da una ditta esterna, ma la partecipata è a capitale interamente pubblico e deve rispondere ai cittadini. Mi riservo di accedere agli atti per verificare come sia potuto succedere, chi siano i committenti e di chi siano le responsabilità. Mi auguro che l'amministrazione comunale, che è socio unico di Francigena, faccia altrettanto''.
Un'istanza di accesso agli atti verrà presentata anche da altri componenti dell’assise di Palazzo dei Priori, come sottolinea il consigliere regionale Daniele Sabatini. ''Stiamo facendo ulteriori verifiche su questa spiacvole vicenda – afferma -, perché è evidente che la legge è stata violata. E’ inopportuno e grave che un’azienda comunale tenti di drogare in questo modo la campagna referendaria, trasgredendo la legge. Quei pannelli vanno rimossi''. Ma il danno è stato fatto e rimuoverli non basterà. ''I consiglieri comunali di opposizione chiederanno di sapere con certezza da quando e per quanto tempo quella pubblicità elettorale è lì – conclude – e per questo presenteranno istanza di accesso agli atti''.