ANNO 16 n° 274
Per Marini un grosso sacco di cemento
Iniziativa di Sel contro il piano casa approvato dalla Regione Lazio
04/08/2011 - 13:42

Dopo una serie di sedute e soprattutto di polemiche che hanno coinvolto sia la politica locale che quella nazionale (vedi le dichiarazioni di ''incostituzionalità'' fatte dal ministro dei Beni Culturali Giancarlo Galan), ieri notte il consiglio regionale ha approvato con 41 voti a favore e 22 contrari il nuovo piano casa.

Ma gli strascichi non sono di certo mancati: prima di tutto contro il governatore del Lazio Renata Polverini, che dopo la mezzanotte, in pieno consiglio regionale, su tutte le furie ha preso il microfono ed ha accusato Galan di una indebita intromissione nelle scelte di un consiglio che deve ''essere autonomo'' e si è poi scagliata contro i rappresentanti del centrosinistra definendoli ''berlusconiani'' perché si erano schierati dalla parte del ministro.

Anche nella Tuscia, però, non mancano gli attacchi al piano casa varato dalla Pisana e questa mattina Sinistra, Ecologia e Libertà ha deciso di manifestare la propria contrarietà in un modo del tutto particolare: portando un sacco di cemento al sindaco di Viterbo Giulio Marini, che aveva difeso invece la legge. La consegna, però, non è andata a buon fine perché il primo cittadino non si trovava a Palazzo dei Priori.

''In questo piano casa c'è di tutto - ha dichiarato in una nota Umberto Cinalli (Sel) - centri sportivi nei parchi con imprecisate strutture ad essi collegate, serre senza autorizzazioni, gli impianti sciistici oltre i limiti paesaggistici, l'allargamento delle maglie del condono, l'ampliamento delle cave esistenti. Persino le strutture sanitarie dismesse e capannoni industriali col piano regionale potranno diventare case. Il piano interverrà su edifici esistenti, ma verrà cambiata la destinazione di intere aree anche agricole e vincolate, che da produttive e protette passerebbero a residenziali, insediando fino a 266 nuovi residenti per area senza piano particolareggiati e in deroga ai piani regolatori. Per la Tuscia, ad esempio,  si tratterebbe della possibilità – concessa ai gestori delle cave – di ampliare gli impianti in deroga alle norme di salvaguardia del Piano Territoriale Paesistico: in altre parole un favore concesso ai cavatori di scavare in aree vincolate''.

''Di fatto - ha aveva invece commentato il ministro Galan - si fa un condono in aree vincolate, ma il condono è una materia nazionale. Il ruolo di qualsiasi ministro dei Beni culturali è quello di tutelare il patrimonio culturale, questa legge tende a svilirlo e ad indebolirlo''.

A difendere il piano casa, invece, erano stati sia Marini che l'assessore regionale alle politiche agricole Angela Birindelli oltre, ovviamente al governatore del Lazio: ''In questa legge - ha detto Polverini - ci sono tutte le risposte che i cittadini si aspettano e che la Giunta precedente non è riuscita a dare, visto l'esiguo numero di domande presentate''.

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