ANNO 16 n° 275
''Per il primo posto ci siamo anche noi''
Parla il tecnico della Viterbese Farris e fa un bilancio dell'esperienza
30/12/2012 - 04:00

di Domenico Savino

VITERBO – E’ soddisfatto Massimiliano Farris. Fine del primo quadrimestre per la Viterbese e, come nella migliore tradizione scolastica, è tempo di fare il consuntivo di questa porzione di stagione. Diciassette partite sono un ottimo terreno sul quale testare le velleità di qualsiasi squadra, anche perchè dal girone di ritorno (che prende il via domenica 6 gennaio, trasferta contro lo Sporting Terni per i gialloblù) inizia tutto un altro campionato, in cui saranno formazioni già assestate, che devono confermarsi, e altre che hanno sete di punti. La Viterbese si colloca nella prima fascia e secondo Farris ha tutte le carte in regola per giocarsi un posto tra le prime.

''In alcuni casi siamo andati anche al di là delle nostre aspettative – ammette il tecnico milanese -. Siamo partiti con una squadra completamente nuova, un gruppo che non si conosceva, ma che ha fatto presto a diventare tale. I ragazzi danno tutto in allenamento, nessuno si risparmia, sono contento del loro comportamento''.

In effetti l’analisi del trainer non fa una grinza, se si estrapola la Viterbese dal contesto. Nel momento in cui si osserva l’andamento del girone E della serie D, i team che lo compongono e il loro altalenante rendimento, ci si rende conto che qualcosa in più si poteva fare: ''C’è rammarico, è inutile negarlo – dice con onestà il mister -  per strada sono stati lasciati dei punti che ci avrebbero fatto davvero comodo, perché in un campionato del genere basta davvero poco per stare davanti o essere ricacciati indietro. E’ un discorso che è stato fatto tante volte e che noi stessi in questi giorni di duri allenamenti fisici ci siamo fatti: per il nuovo anno saranno due i buoni propositi, mantenere l’ottimo rendimento in trasferta e migliorare quello casalingo''.

Si tenta l’assalto ai primi posti, la società si è anche mossa sul mercato con un occhio al budget e un altro alle esigenze tecniche. Ha lasciato la truppa, per motivi familiari, Tommaso Gamboni; sono arrivati Nikolla, Ugolini, Gubinelli e Rocco Giannone: ''Adesso siamo completi in ogni reparto – sottolinea l’allenatore lombardo – ho un doppione per qualsiasi ruolo. Questo è un fatto importante perché obbliga tutti ad alzare l’asticella di rendimento, poi sta a me scegliere il meglio: chi sta bene scenderà in campo. Attendiamo il recupero completo di Travaglione (che inizierà ad allenarsi dopo l’infortunio al ginocchio a gennaio inoltrato, n.d.r.) poi saremo perfetti e potremo giocarcela con tutti e competere per i primissimi posti. Se facciamo la Viterbese abbiamo pochi avversari che possano contrastarci''.

E’ una questione di mentalità: quando la squadra ha trovato le motivazioni giuste, quando sono stati toccati i tasti giusti, il livello di tensione è salito e le prestazioni positive sono diventate conseguenziali: ''E’ una analisi corretta che rispecchia il nostro cammino – argomenta l’allenatore -. Lo testimoniano i tanti gol presi, alcuni di loro erano evitabili e hanno pregiudicato le nostre partite. Forse in alcune occasioni abbiamo pagato troppo rispetto a quanto prodotto, in altri casi è successo il contrario. Si tratta di situazioni che si compensano''.

Tuttavia è questa la differenza che esiste tra le grandi squadre e quelle che non fanno il salto di qualità: ''L’ho detto anche ai ragazzi – confessa – e ho fatto loro l’esempio della Juventus: prima di Natale con il Cagliari ha rischiato di perdere fino a venti minuti dalla fine, poi hanno tirato fuori il carattere e hanno vinto la gara. La differenza, quindi, è sostanziale''.

Farris si prende le sue responsabilità: ''Se parliamo di scelte, penso che le rifarei tutte. Del resto mi ritengo uno che fa autocritica per natura e anche dopo il 5-0 al Todi ho detto che si poteva fare ancora meglio. Forse avrei preparato diversamente la gara di Deruta, ma in quella settimana non ci sono stati segnali di deconcentrazione da parte dei ragazzi. Sicuramente nel girone di ritorno gestirò ancora meglio Scardini, perché si merita giorno dopo giorno il posto da titolare, ma tutti i suoi compagni si dannano l’anima durante la settimana e l’impegno è e sarà sempre massimale: da Fapperdue a Ibojo, passando per Vegnaduzzo ho uno spogliatoio in cui ci sono tanti ottimi esempi da seguire''. Per dirla con le parole di Farris, la Lega Pro non è una chimera e se i gialloblù saranno se stessi… Buon anno Viterbese.






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