



CIVITA CASTELLANA - Un’iniziativa promozionale per Civita Castellana e per il territorio della Tuscia, incentrata su un co-working intervallato da weekend di scoperte: questa è Civita Remote, la formula lanciata da Federico D’Ubaldo. Il giovane civitonico gestisce con la sua compagna da circa tre anni Eatinerant, attività incentrata sul turismo enogastronomico, nata per raccogliere i lavoratori di una categoria in rapida espansione: quella dei nomadi digitali.
“Con ‘nomadi digitali’ – ha spiegato D’Ubaldo, promotore a tutti gli effetti di una nuova idea di scambio culturale – si intende chi lavora da remoto e viaggia costantemente mese dopo mese, senza una dimora fissa”. I nomadi digitali sono risorse essenziali per le aziende, data la loro impiegabilità e la capacità di adattamento rapido da cui in genere sono contraddistinti. A prendere in considerazione il co-working sono anche i freelancer, che non si appoggiano a una realtà aziendale, pur offrendo le proprie competenze in caso di offerte soddisfacenti.

“Civita Remote è un progetto di lavoro-turismo – ha proseguito D’Ubaldo – in quanto verranno dai 25 ai 30 nomadi digitali a Civita Castellana da tutto il mondo per tutto il mese di ottobre. Noi organizzeremo per tutti i fine settimana delle attività in zona, come ad esempio le passeggiate sul Soratte o a Caprarola, ma anche degli eventi incentrati sulla cucina”. Nel programma si prevedono anche una gita a Calcata, una dimostrazione della produzione di formaggio direttamente nella fattoria Cavalieri, alcune cooking class con Leonardo Morelli delle “Ghiottonerie del Moro” e con una vicina azienda agricola e altre gite fuori porta, tra cui una visita alle terme di Viterbo e una a Palazzo Farnese a Caprarola. Fuori dalla Tuscia, invece, si farà una puntata a Trevignano Romano, nei pressi del castello.
Altri eventi da proporre saranno delle possibili lezioni di yoga e dei workshop. Il progetto di Civita Remote è nato per estendere l’impatto del turismo organizzato da Eatinerant, rendendo più flessibile il programma giornaliero dei lavoratori: l’occasione è nata per alleggerire con momenti di stacco il carico quotidiano, far godere di buona compagnia e interfacciarsi con tradizioni tipiche locali.
Civita Remote, come ha affermato il suo ideatore, potrebbe essere replicata nell’aprile 2025. Intanto, però, le aspettative sono alte intorno all’iniziativa, che per D’Ubaldo costituisce un modo per ritrovare le relazioni che con il lavoro da remoto non si coltivano abbastanza. Uno spazio sicuro in cui conoscere dei colleghi mai incontrati prima, che forse, però, stavano proprio aspettando uno stimolo simile.