ANNO 16 n° 274
Peparello (Confesercenti) sui saldi: ''Calo vendite del 15-18%''
06/01/2012 - 02:47

“E’ impossibile valutare l’andamento dei saldi il primo giorno. Tuttavia riteniamo che sarebbe illusorio sperare in una stagione positiva. La nostra organizzazione ha previsto un calo complessivo del 15-18% degli incassi rispetto all’anno passato, che non fu esaltante”-

Così Vincenzo Peparello, presidente provinciale di Confesercenti, secondo il quale il “peggio per il commercio deve ancora venire”.

“Temiamo anche – dice ancora – che stia per iniziare una grave moria di esercizi commerciali, con gravi ripercussioni dal punto di vista occupazionale. Negli ultimi anni, a causa del costante acuirsi della crisi economica, molti commercianti, pur di mantenere l’attività, hanno dato fondo ai risparmi, spesso vendendo parte del loro patrimonio personale. Ora non hanno più fondi. Speriamo nella cosiddetta manovra ‘Cresci Italia’ annunciata dal governo Monti”.

Ad avviso di Peparello, la molta gente che nel primo giorno di saldi si è vista in giro non è un criterio di valutazione obiettivo e attendibile. “Le persone – spiega – girano, guardano le vetrine, entrano nei negozi, ma questo non si tramuta sempre in acquisti. Anzi, il più delle volte serve sono a rendersi conto delle merce in saldo. Solo a termine della ricognizione, e non tutti, decidono dove e cosa acquistare”.

Un freno ulteriore alla capacità di spesa delle famiglie, secondo Peparello, è dovuta agli aumenti scattati ad inizio anno. “I rincari di carburanti, corrente elettrica, gas, l’aumento dell’Iva, il ritorno dell’imposta sulla prima casa e l’inflazione costeranno ad ogni famiglia oltre 2mila euro. E chi è costretto a spaccare il centesimo per far quadrare i conti ha poca voglia di saldi”.

Il presumibile andamento negativo dei saldi, che finora hanno costituito oltre il 20% del fatturato dei commercianti, finirà per coinvolgere anche il turismo. “Una famiglia che decidesse di fare una gita – argomenta Peparello – deve mettere in conto il costo del pieno del carburante, dell’Iva e via dicendo. Quindi, non potrà che ridurre il numero dei viaggi. Il mancato introito per ristoranti, pizzerie, bar, negozi di souvenir è facilmente immaginabile”.

Infine, Peparello afferma che anche la grande distribuzione sta attraversando un difficile momento. “I margini di guadagno – conclude – si vanno assottigliando continuamente a causa dell’effetto combinato dell’aumento dei costi di gestione e dell’affievolimento della capacità di spesa delle famiglie. E la grande distribuzione, al contrario dei piccoli esercenti, ha un approccio meno ‘sentimentale” della piccola. Se non ci sono utili si chiude”.






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