ANNO 16 n° 90
Pendolari Orte-Roma: allarme per la Linea Direttissima
Richiesta urgente alla Regione Lazio per la tutela del servizio pubblico e il ripristino delle tracce veloci
31/03/2026 - 10:16

ORTE - Facciamo seguito alla ns. mail dell'11 marzo u.s. per chiedere a codesta Regione Lazio di accordarsi con le Regioni Umbria, Toscana e Marche con l'intento di fare pressione su Ministero Infrastrutture e Trasporti, ART, RFI, Trenitalia al fine di tutelare i treni regionali a servizio dei pendolari sulla tratta Orte-Roma (via Linea Direttissima), anche a seguito dell'entrata sul mercato italiano della SNCF Voyages Italia a partire dal 1.01.2027.

Abbiamo appreso che Regione Umbria ha sospeso il contratto di servizio con Trenitalia. Segnaliamo la necessità che anche la Regione Lazio proceda in tal senso, in attesa delle dovute rassicurazioni sull'offerta di treni regionali per il prossimo anno.

Scongiurato il pericolo di finire sistematicamente in linea convenzionale a causa della delibera ART 178/24, avuta notizia del prossimo arrivo dei treni POP, circolanti a 200 km/h, siamo ripiombati nell'angoscia di dover vedere raddoppiati i tempi di percorrenza per recarci a Roma la mattina e tornare a casa la sera.

Codesta Regione ha giustamente pubblicizzato l'utilizzo dei nuovi treni. Ma attenzione che, in assenza di un intervento di ponderazione circa l'offerta dei treni commerciali, considerati 3 gestori anziché gli attuali 2, finalizzato a garantire l'assolvimento dell'obbligo di servizio pubblico previsto dal Regolamento Europeo del trasporto pubblico passeggeri tramite ferrovia, tali nuovi treni sarebbero 'sacrificati' poiché destinati esclusivamente alla linea convenzionale.

Soldi dei contribuenti mal spesi, su cui potrebbe accendersi il faro della Corte dei Conti.

Riguardo alle attuali condizioni di viaggio dei pendolari orbitanti sulla stazione di Orte, segnaliamo come la permanenza del Regionale 4530 in linea lenta stia arrecando grandi disagi ai pendolari diretti a Viterbo via Orte. Il fatto che il treno sia stato ormai instradato da programma in LL fa sì che gran parte degli utenti con partenza da Viterbo diretti a Roma, per evitare di avere un aggravio dei tempi di percorrenza di 35-40 minuti la sera, si spostino ad Orte con auto propria e da lì utilizzino treni che percorrono la linea DD sia all'andata che al ritorno. Questo comporta gravi ripercussioni in termini di appesantimento del traffico su Orte nelle ore di punta e conseguente peggioramento a livello di inquinamento ambientale. Inoltre i Regionali 4514 (diretto a Foligno) e 4106 (diretto a Firenze), data la mancata copertura con treni in DD nella fascia oraria 14:28 – 17:00, tendono a riempirsi all'inverosimile. Siamo a conoscenza delle continue lamentele dei viaggiatori umbri verso il proprio assessore alla mobilità per le condizioni di viaggio indecenti. Ora, al fine di evitare che Regione Umbria chieda la soppressione della fermata ad Orte del Regionale 4514 (come già successo in passato), chiediamo un Vs. impegno a ripristinare il 4530 in DD, eventualmente valutando l'anticipo della partenza a prima delle 17 o tra le 17:10 e le 17:20.

 

Vi chiediamo inoltre:

· se al momento avete notizia della data di ultimazione dei lavori di ammodernamento della linea AV, avviati ad inizio 2025;

· di inviarci gli orari in vigore da giugno prossimo e, non appena disponibili, da dicembre 2026.

 

Fate in modo che il territorio della Tuscia non venga destinato ad un futuro di impoverimento e spopolamento, sacrificato all'AV a servizio di passeggeri facoltosi che sporadicamente si recano verso nord per lavoro o per piacere. Impegnatevi a che il capoluogo di provincia torni più vicino alla capitale, garantite un domani di speranza in termini di miglioramento della qualità della vita di lavoratori e studenti che ogni giorno si recano a Roma.

 

Chiediamo un Vs. intervento a garanzia del mantenimento di tracce destinate ai Regionali Veloci nelle fasce orarie 6:30 – 8:30 e 17 – 19, programmati ed effettivamente poi instradati sulla DD nel tratto compreso tra Orte e Roma e viceversa.

 

Qualora non fosse assicurato quanto sopra, le nostre vite sarebbero fortemente destabilizzate, l'organizzazione quotidiana vedrebbe ore settimanali sottratte alle nostre famiglie. Si tornerebbe indietro di 50 anni: raggiungere Roma e tornare a casa la sera richiederà oltre un'ora di tempo a tratta, quando fino a dicembre 2024 si impiegavano 35-40 minuti.

 

Tra gli ulteriori negativi effetti del dirottamento sistematico dei treni regionali sulla linea convenzionale, poniamo l'attenzione anche sull'appesantimento della circolazione su tale tratta, che si esporrà a probabili guasti alla rete dovuti al sovra-utilizzo dell'infrastruttura e, soprattutto, ad una limitazione dell'offerta di convogli previsti a servizio dell'aeroporto di Fiumicino con derivante sovraffollamento degli stessi.






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