

VITERBO - Udienza fiume ieri al Tribunale di Viterbo davanti al collegio presieduto dal dr. Mautone del processo “Mafia viterbese” dove sono alla sbarra l’imprenditore Pecci il falegname Erasmi ed il tuttofare Pavel.
Il Pecci, noto titolare di un centro estetico in Città, assistito dagli avv.tti Taormina e Barili ha lucidamente risposto alle domande del PM dr.Tucci circa i pretesi rapporti con il sodalizio criminale presieduto dal Trovato che negli anni scorsi ebbe a ordinare atti di intimidazione ed incendi di veicoli nei confronti di chi non ubbidiva ai suoi “ordini”.
Il giovane Pecci, lucido e squillante nel suo eloquio, ha precisato di conoscere Trovato perché il suo locale adiacente al centro estetico e 'che ad un tratto fu proprio lui si rivolse a me perché lo facilitassi ad arrivare al figlio di Camilli' e che in un’occasione fu proprio lo stesso Trovato a proporgli il suo interessamento per “risolvere” un sopraggiunto contenzioso con suo cliente rimasto deluso ed insoddisfatto da un trattamento estetico. Il Pecci ha riferito di aver rotto i rapporti quando si rese conto che il “sistema” praticato dal Trovato ed i suoi sodali non era corretto. Comunque ha concluso di avergli “dato spago” per timore.
Ascoltato poi il falegname Erasmi (difensore avv. Migliorati), tutt’ora sottoposto all’obbligo di firma dopo un anno di domiciliari, accusato di aver chiesto al sodalizio criminale la soluzione presso un suo per un pagamento che gli era dovuto, non ha negato di aver cercato un modo per farsi giustizia da solo dopo che gli era stato impossibile per vie legali e quindi essersi rivolto ad un tale (detto il Riccio) noto per la sua attività di “recupero crediti extragiudiziali” ma non direttamente alla banda Trovato-Rebeshi.
L’ultimo ad essere ascoltato è stato l’albanese Pavel (difensore avv.Ranucci) accusato essere il tuttofare della banda, cioè colui incaricato ad incendiare i veicoli e terrorizzare le vittime. Il giovane ha riferito di aver allentato i rapporti con il suo concittadino Rebeshi quando si era reso conto dell’attività non del tutto pulita da lui ed altri praticata.
Il processo, dopo la conclusione dell’istruttoria dibattimentale e l’ascolto degli imputati Rebeshi e Trovato che si terrà in videoconferenza dal carcere prossimamente a febbraio, è alle ultime battute.