ANNO 16 n° 274
Pdl: ''Intollerabili le 'minacce' ai consiglieri''
Marini e Grassini criticano la Asl sul caso dell'ospedale di Acquapendente
07/05/2012 - 10:44

Riceviamo e pubblichiamo:

Si ritiene che sulla vicenda dell’Ospedale di Acquapendente e del relativo esposto-denuncia, presentato dai consiglieri di minoranza di quel Comune lo scorso 19 aprile, si debbano mettere in chiaro alcuni punti fondamentali, alla luce del contenuto della lettera del Direttore Generale AUSL datata 23 aprile 2012.

Nella missiva, infatti, il vertice aziendale sottolinea, tra l’altro, come due dei quattro firmatari dell’esposto – i dottori Franco Ferri e Sergio Iacoponi – siano dipendenti dell’Ausl e che questo sarebbe in contrasto “con quelle regole che attengono….quanto meno alla deontologia professionale che chiunque addetto alla sanità lavori in una struttura sanitaria essendo, nel contempo, rappresentante politico di minoranza rispetto al governo regionale dovrebbe ricordare”.

Non è davvero ben chiaro quello che si vuole affermare: due consiglieri comunali, in quanto medici e dipendenti della Asl a cui fa capo l’ospedale del loro Comune, non dovrebbero denunciare eventuali pericoli per il cittadino? Dovrebbero, in buona sostanza, rinunciare a svolgere il compito al quale sono stati chiamati dai cittadini che li hanno votati? Non sarà, piuttosto, che, in quanto medici, godano di un punto di osservazione privilegiato, dal quale poter avanzare anche, e soprattutto, svolgendo la funzione di consiglieri comunali, proposte e, se serve, denunce, che vadano nella direzione della tutela della salute del cittadino?

Senza entrare nel merito “tecnico” della questione – per questo ci sono gli organi preposti, che valuteranno quale sia la soluzione migliore per l’Ospedale di Acquapendente e, quindi, per quella comunità – non si può non esprimere tutto lo stupore per questo intervento che, peraltro, assume toni vagamente minacciosi, quando si afferma che “…va valutato il comportamento dei firmatari….che, nella posizione di dipendenti della Ausl, possono con le dichiarazioni presentate a codesta Procura far insorgere nella popolazione e nella utenza “preoccupazioni” che possono configurarsi, addirittura, con un reato che gli scriventi credono di individuare in procurato allarme sanitario”.

Davvero si crede che si possano mettere, in qualche modo, sotto inchiesta due consiglieri comunali che, nell’espletamento del loro mandato, hanno presentato una denuncia nell’interesse della cittadinanza? Sono loro a procurare eventuali allarmi o, invece, il cittadino si allarma quando sa che in ospedale, in determinati orari, non trova quei servizi che dovrebbero essere garantiti ?

Forse è arrivato il momento di fermarsi un attimo a ragionare, per riannodare il filo di un discorso che dovrebbe vedere a un tavolo tutti i protagonisti di questa vicenda, per un confronto sereno, dal quale possa uscire la soluzione migliore per l’Ospedale e la comunità di Acquapendente.

Il Coordinatore Vicario Prov.le - Maria Gabriela Grassini

Il Coordinatore Provinciale - Giulio Marini

 






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