ANNO 16 n° 275
Pd Lazio - E' il turno di Marta Leonori
Trasparenza e cultura riformatrice per una nuova segreteria
13/01/2012 - 14:54

di Silvia Cannucciari

VITERBO – Andare oltre le vecchie mozioni e le passate divisioni, magari scansando dalla poltrona chi da tempo sembra rimanerne attaccato senza avere  un vero obiettivo, e costruire un partito che si ritrovi su un programma unitario e su dei progetti condivisi. Con questa idea di un nuovo percorso politico, Marta Leonori si è presentata oggi agli iscritti del Partito Democratico di Viterbo in vista del congresso che eleggerà il nuovo segretario regionale, in cui la 34enne romana potrebbe rivelarsi l’outsider che prenderà il posto di Alessandro Mazzoli, dopo oltre un anno di commissariamento del partito.

Laureata in Economia Aziendale a Roma Tre e con un master in Innovazione e Management nelle Amministrazioni Pubbliche, Leonori è alla sua prima candidatura ma questo non sembra spaventarla e non le impedisce neanche di bacchettare l'operato del Pd Lazio dopo la deludente avventura del viterbese Mazzoli: ''Veniamo da un'esperienza in cui il Pd non è riuscito a nascere in questa regione - ha esordito -, Mazzoli ha tentato di mettere in piedi un partito che però non aveva una maggioranza adeguata per sostenerlo. Una debolezza dimostrata anche nelle recenti elezioni regionali, in cui non si è riusciti a portare avanti un nome che provenisse dal nostro partito''.

''Con un commisariamento così lungo - ha proseguito Leonori - abbiamo perso il nostro ruolo di guida e rappresentenza, per questo ben vengano le primarie. Abbiamo bisogno di un partito che si faccia portavoce della lotta agli sprechi e ai privilegi, di un'opposizione ad una politica che si intromette nei cda aziendali e nella sanità, di una campagna contro le infiltrazioni mafiose e di un impegno forte a tutela dei diritti dei cittadini, partendo da un nuovo concetto ad esempio di piano casa, di sviluppo dei trasporti e di crescita''.

Non poteva mancare un riferimento, poi, alle ultime tensioni interne al Pd viterbese legate al tema casta e privilegi: ''La questione morale e i costi della politica devono essere rimessi al centro del dibattito - ha detto Leonori -. La politica è giusto che abbia un costo, non si può pensare che un consiglio formato da pochi rappresentanti possa governare meglio solo perché si dimezzano le spese, questo sarebbe semplicemente populismo e non democrazia. Quello che è necessario fare, invece, è un utillizzo più oculato dei fondi, contrastando gli sprechi e attuando meccanismi più trasparenti di gestione dei finanziamenti''.

''Per realizzare questi obiettivi il nostro partito va cambiato in profondità - ha concluso Leonori, che dovrebbe tornare a Viterbo nelle prossime settimane per presentare la lista che la sostiene - non solo nelle persone, ma nei metodi, nei criteri di selezione e nei contenuti. Un partito che abbia l'ambizione di non essere una filiera di interessi particolari ma di avere una solo identità, con una profonda cultura politica riformatrice''.

La parola ora passerà ai 3.650 iscritti del Pd della Tuscia che dovranno scegliere chi mandare alle primarie per la segreteria regionale.






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