ANNO 16 n° 275
Pd, sale la voglia
di congresso tra i militanti
Si sta facendo strada l'ipotesi di convocarlo dopo le comunali
25/04/2013 - 04:00

VITERBO – redde rationem: è questa la locuzione che circola con sempre maggiore insistenza nelle stanze del Pd viterbese. E la data della resa dei conti potrebbe essere vicina, vicinissima. In molti dicono che no si potrà andare oltre la fine del prossimo giugno o, al più tardi, all'inizio di luglio. Al massimo due-tre settimane dallo svolgimento dell'eventuale turno di ballottaggio delle comunali a Viterbo.

Il malumore, tra i militanti e tra gli attivisti, si taglia a fette. In discussione, per il momento, non ci sono tanto i dirigenti locali del partito quanto i vertici nazionali e, soprattutto, i gruppi parlamentari di Camera e Senato, definiti nel migliore dei casi covi di ''traditori'', ''imboscati'', ''figli del porcellum''.

Ieri pomeriggio, prima della riunione della direzione del partito che ha approvato la lista per le comunali, i commenti erano al fulmicotone. Qualcuno ha proposto di aderire all’iniziativa lanciata da un gruppo di giovani della provincia di Roma che vorrebbero applicare al parlamento il ''metodo Zingaretti'', che tradotto significa nessuno dei parlamentari uscenti deve essere ricandidato.

Alla domanda su come pensano di riuscire a far fuori in un solo colpo tutti i deputati e i senatori la risposta è un po' grillina: ''Lanciamo una petizione sul web in tutta Italia e sommergiamo il partito di richieste di rinnovare al 100%''.

Ma c’è anche chi indica percorsi più politici: ''Alle prossime primarie per le scelte dei candidati alle politiche presenteremo nomi nostri e batteremo tutti quelli indicati dagli apparati di partito. Apparati che più ci si avvicina ai piani alti più diventano inaffidabile. Bersani ha detto bene: uno su quattro è un traditore. La debbono pagare. Tutti. Quello che hanno fatto Prodi non può rimanere impunito. E vogliamo anche i nomi dei 101 vigliacchi che hanno votato per la candidatura di Prodi e poi lo hanno pugnalato alle spalle''.

Per quanto riguarda la gestione locale i toni sono più pacati: ''Qui – dicono – abbiamo altri problemi, ma li affronteremo dopo le elezioni. Intanto chiediamo che vengano convocati i congressi provinciale e comunale. Chiediamo che si svolgano prima della pausa estiva''. E se non dovessero accogliere la loro richiesta? ''Lo faranno – concludono -, siamo certi che, volenti o nolenti, lo dovranno fare. Abbiamo gli argomenti e la volontà per metterli all'angolo''.

Insomma, il Pd appare più vivo e determinato tra i militanti, i dirigenti dei circoli e gli amministratori dei piccoli centri che ai vertici. E se fosse meglio non averli i cosiddetti vertici? Visto le prove che hanno dato.






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