

di Giovanni Masotti
VITERBO - Alla fine è stata 'fumata bianca'. Clima generale di soddisfazione e strette di mani tra la sindaca Frontini e l'assessore Franco da una parte e i rappresentanti delle associazioni di categoria dall'altro. Sul controverso 'patto della notte' l'accordo finalmente c'è, dopo tanto tergiversare e un certo grigio clima di pessimismo che si era diffuso con il passare del tempo e l' avvenuto scoccare dell' estate.
Ma l'incontro di ieri pomeriggio ha diradato le nuvole e riportato il barometro al sereno. Vediamo attraverso quali decisioni principali. Primo punto, quello che era stato il più dibattuto, il prolungamento degli orari dei pubblici esercizi nel centro storico come nel resto di tutta la città: nei giorni feriali un'ora di più - da mezzanotte si passa all'una - con una mezzora di tolleranza, nei giorni festivi due ore in più - da mezzanotte si va alle due - sempre con un minimo spazio di tolleranza per consentire una chiusura ordinata delle attività.
Tutto questo varrà per un periodo transitorio che prenderà il via nei prossimi giorni (giusto il tempo di approntare la delibera ufficiale) per arrivare fino a ottobre-novembre. Dopodiché si confermerà o meno il pacchetto alla luce dei risultati ottenuti e dei pareri legali che il Comune ha chiesto per garantirsi in relazione alla norma, nell'ambito del decreto sulla concorrenza, che affida allo Stato la responsabilità degli orari dei negozi tranne che in seguito a motivazioni di sicurezza o di altro genere che l'ente locale può addurre per giustificare il suo intervento e svuotare così eventuali ricorsi presentati da un cittadino o da un comitato di cittadini.
Una materia delicata, questa, contrassegnata da giurisprudenze diverse: di qui la comprensibile cautela di Palazzo dei Priori. Agli esercenti, in compenso, la giunta comunale chiede uno sforzo per garantire l' apertura di almeno un certo numero di bar per consentire le colazioni del mattino, dato che esistono delle intere zone della città (vedi soprattutto San Pellegrino da Porta San Pietro a piazza San Carluccio) in cui per un turista o per un residente è diventata una chimera bersi un caffè e sgranocchiare un cornetto nelle prime ore della giornata.
Una misura, apprezzata dalle associazioni di categoria, che è stata adottata nell'ottica di quella rivitalizzazione del depauperato centro reclamata da più parti. Un nutrito capitolo del provvedimento riguarda naturalmente il rafforzamento della legalità e del decoro urbano. Per quanto riguarda i locali, al loro interno la sicurezza verrà garantita da guardie private, che opereranno in stretto collegamento con le forze dell' ordine (polizia, carabinieri e Finanza) e, fino alla mezzanotte, con la stessa polizia municipale che parteciperà ai pattugliamenti nelle zone più tradizionalmente calde della città e più predisposte a fenomeni di movida selvaggia.
Insomma, un'intesa che sembra equilibrata e la cui complessità fa comprendere i tempi lunghi che ci sono voluti per partorirla. Ora non resta che vederla entrare in opera e giudicarla. Viterbo potrebbe aver messo a segno un passo avanti non trascurabile.