

“E’ senza dubbio positivo l’avvio dei lavori relativi al tavolo di filiera dell'ovicaprino con il quale si potranno programmare azioni e misure idonee a rispondere alle esigenze del settore che purtroppo è in crisi”. Così Massimo Gargano e Aldo Mattia, presidente e direttore della Coldiretti del Lazio commentano gli esiti dei lavori dell’incontro che si è tenuto ieri in Regione.
“Il percorso delineato dall’assessore regionale all’agricoltura Angela Birindelli – ha aggiunto Mattia – ci trova perfettamente in sintonia poiché in linea con il progetto di Coldiretti per una filiera agricola tutta locale. Infatti negli obiettivi dell’assessorato vengono poste in evidenza le tematiche da noi sempre reclamate della rintracciabilità, della valorizzazione e della origine certa del prodotto. Le campagne laziali, grazie al lavoro dei nostri pastori, assicurano un latte di qualità che trasformato permette la realizzazione di pecorini e caciotte oltre che carne di qualità. Troppo spesso abbiamo registrato imitazioni e sofisticazioni a danno dell’immagine della nostra terra e delle nostre produzioni di origine. Anche per questo l’istituzione del tavolo consente di stabilire un processo virtuoso teso a scongiurare ulteriori danni di immagine per la Regione ed economici per i produttori”.
''Per Coldiretti – ha detto Gargano – è indispensabile un progetto di rilancio della filiera ovicaprina interamente laziale a beneficio di tutti gli attori coinvolti. Coldiretti auspica che in tempi brevi si possano approvare le azioni da intraprendere con le quali assicurare incentivi ai produttori costretti a lavorare sotto costo a causa dei rincari del combustibile, dell’elettricità e dei mangimi. La crisi ha determinato una ulteriore pressione sulla pastorizia che già versa in una situazione critica sul piano della competitività''.
LA PASTORIZIA LAZIALE IN CIFRE
Nel Lazio sono attive circa 9.000 aziende. Il numero di capi nella regione è pari a 760.903 totali, di cui 715.397 ovini, 45.506 caprini. Il 41 per cento dei capi si trova in provincia di Viterbo, segue Roma con il 31 per cento, Rieti con il 13, Frosinone con l'11 e Latina con il 5.
I dati relativi agli ultimi mesi registrano che su un totale di 8.287 allevamenti aperti, nel Lazio ne risultano chiusi 3181.A Roma, su 2308, hanno chiuso i battenti 1039.