

VITERBO - (b.b.) Avrebbe approfittato dei colloqui in carcere con il compagno per passargli 28 pasticche di Subutex da rivendere all’interno della casa circondariale. Poco più di 18 grammi di sostanza stupefacente che però avrebbero fatto guadagnare all’uomo oltre 2200 euro: ogni pasticca, infatti, sarebbe rivenduta in carcere ad 80 euro.
Entrambi sono finiti alla sbarra, ma mentre la posizione dell’uomo è stata già chiusa, il processo a carico della compagna è ancora in piedi di fronte al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone.
Era il 28 marzo del 2018 quando la donna, dopo aver superato tre controlli da parte degli agenti di polizia penitenziaria, avrebbe finalmente incontrato il detenuto.
''Si sono avvicinati per parlare e ad un certo punto ho visto tra di loro un gesto repentino. Uno scambio durato uno e due secondi che ho notato con la coda dell’occhio'' ha spiegato in aula uno dei poliziotti.
Immediatamente avvertito l’ispettore, la donna sarebbe stata fatta allontanare e l’uomo sottoposto a tutti i controlli del caso.
''Continuava a negare di aver ricevuto qualcosa – ha proseguito – così lo abbiamo portato in infermeria. Qui è stato sottoposto ad una lastra e dall’esame è emerso chiaramente che avesse qualcosa nel retto. Un involucro. A quel punto non ha più potuto negare l’evidenza''.
L’uomo, dopo aver ricevuto le pasticche dalla compagna, se le sarebbe infilate nei pantaloni nelle parti intime. E lì gli agenti le avrebbero ritrovate.
''Erano 28 – ha concluso – in carcere hanno un valore di circa 80 euro l’una''. Un vero e proprio giro d’affari fortunatamente stroncato.
Si tornerà in aula il primo luglio.