


VITERBO – Una mattinata di festa, condivisione e identità quella vissuta oggi, 5 aprile, nel cuore dello storico quartiere di Pianoscarano, dove si è rinnovato uno degli appuntamenti più sentiti della Pasqua cittadina: la tradizionale colazione collettiva.

Fin dalle prime ore del mattino, ben prima delle nove, la piazza si è riempita di residenti e visitatori: famiglie, giovani, bambini e anziani hanno partecipato numerosi, trasformando il rione in un punto d’incontro simbolico per la comunità locale. Un evento che, anno dopo anno, continua a rappresentare un forte legame con le radici e le tradizioni popolari della città.

A guidare il momento iniziale è stato il vescovo Orazio Francesco Piazza, che prima della benedizione ha richiamato l’attenzione sull’importanza di mantenere coesa una realtà così viva e partecipata, sottolineando come un contesto di questo tipo rappresenti una ricchezza rara, capace di guardare al futuro proprio grazie alla sua compattezza.
Accanto a lui erano presenti anche la sindaca Chiara Frontini e il parroco del quartiere, Dante Daylusan.

Dietro l’organizzazione, come da tradizione, il lavoro corale del quartiere, con il contributo del Club Amici di Pianoscarano. A raccontare l’impegno messo in campo è stato Adriano Sacconi, che ha fornito un’idea concreta delle dimensioni dell’evento: preparazioni imponenti tra affettati, pizze di Pasqua, coratella e cipolle, oltre a grandi quantità di cioccolata per la colazione. Numeri che testimoniano la portata di una manifestazione costruita grazie alla collaborazione di tanti volontari e al sostegno di realtà locali.
Sacconi ha evidenziato anche come tutto venga consumato nel giro di poche ore, segno della partecipazione sempre elevata, e ha voluto esprimere riconoscenza verso chi contribuisce con donazioni e aiuti concreti, rendendo possibile ogni anno la riuscita dell’iniziativa.

Il quartiere di Pianoscarano si conferma così uno dei custodi più autentici della tradizione viterbese, capace di trasmettere valori e usanze di generazione in generazione. Particolarmente significativa la presenza dei più giovani, impegnati attivamente nell’organizzazione e nel servizio, segno di una continuità che guarda avanti.
Nel corso della mattinata è stato ribadito, in più momenti, come esperienze di questo tipo vadano sostenute e preservate: realtà vive, partecipate e solidali che rappresentano un esempio positivo per l’intera città. Un contesto che non si arrende alle difficoltà e che trova nella coesione la sua forza principale, con l’auspicio che nulla possa incrinare questo equilibrio costruito nel tempo.
