ANNO 16 n° 272
Partito check up alla necropoli della Madonna dell'Olivo
Un progetto che vede collaborare Soprintendenza, Cnr e Istituti universitari del Lazio
03/03/2022 - 06:48

TUSCANIA - Ha preso avvio in questi giorni il progetto GeMoN sul sito di Madonna dell’Olivo a Tuscania, che vede collaborare la Soprintendenza assieme al Cnr e Istituti Universitari del Lazio.

Il progetto, finanziato da Lazio Innova (codice progetto 305-2020-35582), si propone di caratterizzare i materiali lapidei e l’ammasso roccioso in cui è scavata la Necropoli della Madonna dell’Olivo, di valutare lo stato di degrado dei materiali e dell’ammasso, di valutare le condizioni di stabilità delle cavità ipogee fornendo eventualmente criteri di intervento per avviare il monitoraggio delle condizioni ambientali e di deformazione tramite una rete di sensori integrata.

La strumentazione e le competenze a disposizione del Gruppo di Lavoro consentiranno: la caratterizzazione minero-petrografica e chimico-fisica dei materiali lapidei (a cura del CNR-IGAG e del Dipartimento di Ingegneria Civile e Meccanica dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale); la valutazione del degrado chimico petrografico legato alle condizioni geo-ambientali (a cura del CNR-IGAG e del Dipartimento di Ingegneria Civile e Meccanica dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale); la caratterizzazione geotecnica, geofisica e idrogeologica e fisico-meccanica dei terreni/rocce in cui sono scavate le cavità ipogee e l’analisi dello stato di fessurazione dell’ammasso (a cura del CNR-IGAG, dell’Università Sapienza-Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica e Dipartimento di Ingegneria Civile Edile e Ambientale); la valutazione degli effetti del degrado chimico-petrografico e fessurativo delle condizioni di stabilità delle cavità ipogee; e) la pianificazione e la messa a punto di un sistema di monitoraggio integrato (a cura di Eagleprojects s.r.l.).

Queste attività saranno realizzate attraverso rilievi e indagini in situ, analisi di laboratorio e modellazioni numeriche delle condizioni statiche delle cavità. Lo studio consentirà a breve termine di avere delle prime indicazioni da utilizzare nella valutazione delle condizioni di stabilità del sistema, mentre sul medio-lungo termine consentirà: di disporre in sicurezza l’accesso alle aree interessate dalle strutture ipogee; di monitorarne nel tempo lo stato di salute legato sia alla evoluzione delle condizioni di stabilità intrinseche del sistema, sia alle variazioni delle condizioni geo-ambientali; di aggiornare nel tempo le azioni per la messa in sicurezza degli ambienti ipogei e gli interventi conservativi mirati.

La collaborazione tra la Soprintendenza e i vari Istituti di Ricerca coinvolti con tecniche e strumentazioni innovative, consentirà di raggiungere risultati che garantiranno una migliore conservazione e fruizione del bene archeologico. Sono inoltre previste la presentazione e la diffusione condivise dei risultati del progetto, al termine del periodo di campionamento e analisi del sito.






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