ANNO 16 n° 115
Partigiano e Professore: quando Mariano Buratti insegnava nel Liceo che porta il suo nome
Da professore di storia e filosofia a Medaglia d'oro al valor militare, fucilato dai nazisti il 31 gennaio del 1944
Fabio
25/04/2026 - 00:59
di Fabio Tornatore

di Fabio Tornatore

VITERBO - Oggi, 25 aprile, si celebra la ricorrenza della Liberazione italiana dal nazifascismo, ma 81 anni fa, quel 25 aprile 1945, giorno dell'insurrezione partigiana, Mariano Buratti non c'era, perchè era già stato fucilato il 31 gennaio 1944. Secondo la testimonianza del cappellano, don Surano, le sue ultime parole davanti al plotone d'esecuzione furono 'Viva l'Italia!'.

Oggi alle ore 9, presso il Liceo di Viterbo intitolato a Mariano Buratti, si svolgeranno le celebrazioni del 25 aprile, in omaggio al professore partigiano viterbese. Mariano Buratti, nato a Bassano di Sutri, oggi Bassano Romano, il 15 gennaio 1902, è stato maestro nella scuola elementare Ferrante Aporti di Roma, ufficiale di complemento, brigadiere della Regia Guardia di Finanza, poi volontario nella campagna d'Africa. Dopo il congedo conseguì la laurea in Lettere e Filosofia, vinse un concorso per la cattedra in ruolo e lo assegnarono al Liceo Umberto I di Viterbo, che oggi porta il suo nome.

Dopo l'8 settermbre del 1943 venne nuovamente chiamato alle armi, ma, rifiutando di presentarsi alla caserma che lo aveva richiamato in servizio, iniziò il suo periodo di clandestinità nelle fila della Resistenza. Si spostò da Viterbo a San Martino al Cimino e nelle aree dei Monti Cimini, Monte Fogliano e poi lago di Vico.

Il 12 dicembre 1943 Buratti venne catturato dalle SS a Ponte Milvio, e condotto nel carcere di Regica Coeli. Dopo giorni di interrogatori e torture, il 31 gennaio 1944, venne condotto a Forte Bravetta, luogo deputato alle esecuzioni dei condannati a morte. Lì venne fucilato insieme a otto compagni.






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