

E' partita da Viterbo la lotta al dolore cronico, che non è semplicemente un sintomo ma una vera e propria malattia in grado di minare il benessere psico - fisico della persona e che in Italia colpisce circa 15 miioni di cittadini: un milione e mezzo solo nel Lazio.
La città dei papi è la prima tappa, infatti, della campagna itinerante CU.P.I.DO – Cura previeni il dolore, nata con l’obiettivo di informare e sensibilizzare la popolazione sul tema della sofferenza inutile, che è stata promossa dall’associazione pazienti “Vivere senza dolore”, con il patrocinio del Ministero della Salute, e che toccherà le principali piazze di 13 città italiane, da oggi (5 aprile) fno al 13 maggio.
“Secondo recenti stime, 15 milioni di italiani soffrono di dolore cronico non oncologico – ha spiegato Antonio Gatti, professore aggregato di Anestesia e terapia del dolore all’Università degli studi di Roma Tor Vergata – di questi quasi il 10% si trovano nel Lazio, a cui si aggiungono 26mila pazienti con dolore da cancro. La legge 38/2010 ha finalmente riconosciuto il diritto a non soffrire, garantendo a tutti un accesso uniforme alle cure ed una maggiore appropriatezza terapeutica”.
Nonostante la nuova legge ne abbia semplificato l’accesso, l’impiego di analgesici oppioidi, però, è ancora limitato e diffuso a macchia di leopardo, a cusa dei continui pregiudizi ancora presenti. “Benché ci sia stata una crescita del 25% rispetto al 2009, lo scorso anno nel Lazio il consumo procapite di farmaci oppioidi a rilascio controllato non ha superato lo 0,44 euro – ha commentato Marta Gentili, presidente dell’associazione Vivere senza dolore -. Viterbo, però, con lo 0,62 euro si dimostra la provincia più virtuosa, mentre tutte le altre sono al di sotto della media italiana di 0,59”.
“Per lungo tempo il dolore è stato considerato solo un sintomo – ha aggiunto l’assessore comunale Massimo Fattorini – in realtà è una malattia in grado di danneggiare l’esistenza del paziente e dei suoi familiari. Nella mia esperienza lavorativa negli ospedali europei sono rimasto stupito dall’attenzione prioritaria che veniva dedicata al dolore per far vivere meglio le persone”.
“La convinzione che il ricorso ai farmaci oppioidi sia da riservare ai malati terminali è ancora radicata – ha detto Marco Morucci, ematologo allo U.O.C di Ematologia di Belcolle -. Questo determina spesso l'abuso di FANS (antinfiammatori non steroidei) che, con il tempo, possono causare ulcera gastrica; al contrario, gli oppioidi hanno meno effetti collaterali e una maggiore efficacia nel controllo del dolore a lungo termine, come evidenziano anche le Linee guida internazionali. L'impatto che la sofferenza cronica ha sull'individuo, sulle sue relazioni sociali e l'attività lavorativa, può essere devastante: un trattamento corretto consentirebbe di garantire a queste persone una qualità di vita più dignitosa”.
A Viterbo, un gazebo sosterà oggi dalle ore 10 alle 17 in Piazza Benedetto Croce, presidiato da medici specialisti che risponderanno alle domande dei visitatori e indicheranno le strutture locali più adeguate cui rivolgersi, per una corretta diagnosi e cura. Sarà inoltre distribuito materiale informativo, insieme a due utili strumenti: un regolo, per misurare ogni giorno l’intensità del dolore provato, e un diario per annotarne le caratteristiche, così da poter fornire maggiori dettagli al momento della visita specialistica