ANNO 16 n° 274
Parrucchieri ed estetiste a domicilio, il sindaco Vita: ''Rispettate le regole''
E intanto alcuni nepesini sono rientrati da paesi esteri senza avvisare gli organi competenti
16/03/2020 - 06:39

NEPI - Anche ai tempi del Coronavirus c’è chi crede di essere più furbo degli altri. Ma sbaglia, e di grosso, perché furbizia non è affatto sinonimo di intelligenza ed alcuni comportamenti mettono a serio rischio la salute di tutti.

Ed è per questo che il sindaco di Nepi, Franco Vita, esorta i cittadini a tenere un atteggiamento più responsabile dopo aver appreso di comportamenti assolutamente scorretti da parte di alcuni.

''Mi comunicano che ci sono persone che si riuniscono in gruppo all'interno di case private'', scrive il primo cittadino nepesino in un post su facebook. ''Come mi segnalano – aggiunge - che alcuni artigiani, tipo parrucchieri o estetisti, eseguono prestazioni non urgenti a domicilio''.

''A parte il fatto che contravvengono alle indicazioni emanate dal Governo e quindi rischiano, se scoperti, pesanti sanzioni – aggiunge il sindaco -, l’aspetto che maggiormente voglio evidenziare è il mancato senso di responsabilità di queste persone, che mettono a rischio non solo la salute degli altri ma anche la propria''.

Raggiunto telefonicamente Vita, ha spiegato che il post di facebook rappresenta ''un invito ai concittadini a rispettare le regole''.

Ad ogni modo ''tramite le forze di polizia – prosegue - faremo i dovuti controlli ed in caso di accertamento di violazione delle prescrizioni saranno assunte le sanzioni previste. Voglio ancora una volta richiamare tutti a non sottovalutare il rischio del contagio e a rispettare le prescrizioni. In questo momento così particolare – conclude il sindaco Vita - saremo rigidi ed inflessibili nei confronti dei trasgressori a salvaguardia della salute di tutti''.

E, infatti, Vita annuncia che ''domani (oggi, ndr) provvederemo ad attivare il protocollo previsto dal Dpcm''. Il sindaco di Nepi, in particolare, si riferisce alla circostanza che alcuni nepesini sarebbero rientrati in Italia da paesi esteri, senza presentare la comunicazione obbligatoria agli organi competenti. ''Hanno dimostrato – dice – mancato senso di responsabilità nei confronti degli altri. L'aspetto assume una rilevanza più grave – conclude il sindaco – per quei familiari che hanno continuato a svolgere la propria mansione in un esercizio pubblico''.






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