

Riceviamo e publichiamo:
A Viterbo e in tutta la Tuscia sono 19 gli studi medici di riferimento nati dopo l’accordo integrativo sulla medicina generale firmato nel novembre 2009. In tutte questi studi il cittadino si potrebbe recare, se lo sapesse, in qualsiasi ora delle giornata anche in assenza del proprio medico di famiglia che comunque continua, secondo l’accordo, a fare il suo lavoro nel proprio studio. Non c’è traccia di questa possibilità di cura da nessuna parte, né sul sito online della Regione Lazio né in quelli delle Asl. Ed è grave, tenendo conto soprattutto del decreto 80 della Polverini che ha penalizzato duramente la sanità in Provincia di Viterbo tagliando ospedali e posti letto.
I cittadini, semplicemente, ignorano l’esistenza di una rete che potenzia quella storica rappresentata dai medici e pediatri di base e che è nata per creare la base di quella sanità territoriale prevista dal piano di rientro come alternativa al modello fondato sulla centralità dell’ospedale. Questa rete esiste ed è operativa e coinvolge in tutto il Lazio quasi la totalità dei 4800 medici di medicina generale e i circa 1000 pediatri di libera scelta. Il sistema costa alla Regione 9 milioni di euro, derivati non da maggiori spese ma da utilizzo più mirato e oculato di fondi disponibili per la medicina generale. Proprio per questo ha avuto il via libera anche dal Tavolo tecnico ministeriale.
Occorrerebbe che la Regione, invece di procedere con il machete a tagliare tutto il possibile, utilizzi tutti i mezzi d’informazione a disposizione per far conoscere questa realtà, Invece dei camper e delle iniziative spot sull’abbattimento delle liste di attesa, la Polverini dovrebbe pubblicizzare l’esistenza di questi studi, mettendo online e subito, tutti gli indirizzi.
Non è un favore che chiediamo, ma il rispetto di un diritto dei cittadini. Oggi abbiamo presentato una proposta di legge che è il naturale sviluppo di questa rete, ed è un’ipotesi già prevista nel contratto integrativo. In questa proposta vogliamo assicurare l’apertura di almeno uno studio medico per ognuno dei 55 distretti in cui sono divise le Asl, anche nei week-end e nei giorni festivi. Si tratta di permettere ai cittadini, alle mamme che lavorano, agli anziani, ai malati cronici, di avere una copertura assistenziale 365 giorni l’anno senza dover ricorrere per forza, come oggi, ai pronto soccorso in caso di bisogno.
Occorre uscire dalla logica dei tagli che va avanti ormai dal marzo del 2007, quando fu varato il primo piano di rientro. Una logica che la Polverini ha spostato in pieno senza offrire alternative. Dopo quattro anni di sacrifici è giunto il tempo di dare ai cittadini del Lazio una sanità nuova. Questa proposta di legge è l’inizio della nuova sanità, la cui costruzione si è interrotta con la Polverini e il Pdl.
Giuseppe Parroncini
Consigliere regionale PD