ANNO 16 n° 275
Parroncini: ''Avanti
con i Savoia''
A Ronciglione per i 150 anni dell’unità d’Italia i principi Amedeo e Silvia
09/06/2011 - 11:30

Riceviamo e pubblichiamo:

Ancora oggi, avanti Savoia. Anacronistico? No, purtroppo. E hanno pure messo in mezzo i bambini. E’ successo pochi giorni fa a Ronciglione, dove “le LL.AA.RR. i Principi Amedeo e Silvia di Savoia, Duchi d'Aosta – si legge in un comunicato - sono stati invitati in visita ufficiale dal Comune in occasione delle celebrazioni del 150° della proclamazione del Regno d'Italia, salutati calorosamente dal sindaco Massimo Sangiorgi e dagli assessori Bigi, Durante e Lazzaroni, dal dirigente scolastico Danila Annesi, dalle autorità militari”.

Le foto dell’iniziativa, orgogliosamente pubblicate sul sito monarchia.it, valgono più di ogni commento. I bambini prima sono fatti accomodare ai lati come fossero due ali di folla per accogliere trionfalmente la parata dei Savoia, tutti con bandiera e coccarda tricolore, poi in posa per la foto ricordo. In loro onore hanno dovuto pure recitare delle poesie. Pare però che il sindaco abbia dimenticato che i titoli nobiliari non sono riconosciuti dalla Costituzione, che riconosce invece l’uguaglianza e la pari dignità di tutti i cittadini e non consente che si mantengano privilegi legati al nome, alla nascita e alla famiglia di origine. Qui non si discutono le persone ma l’opportunità dell’iniziativa per una ricorrenza così importante. I doveri di accoglienza e ospitalità sono sacri, ma il fatto che il sindaco con la fascia tricolore senta la necessità di accogliere in pompa magna e di rivolgersi a dei privati cittadini col titolo di “altezza reale” è davvero sconcertante. Possibile non si sia trovato un modo migliore per festeggiare l’unità d’Italia? Possibile che a nessuno sia venuto in mente che la cerimonia è stata celebrata a ridosso della festa della Repubblica, scelta con un referendum dagli italiani proprio al posto della monarchia? Chissà se Sangiorgi e la Annesi, dirigente scolastica regista dell’evento, hanno spiegato ai bambini la formidabile capacità di fuga e il coraggio dei reali all’indomani dell’armistizio, quando lasciarono la loro “amata Italia” nella più totale confusione.

Per ristabilire l’ordine delle cose sul 150° anniversario dell’unità d’Italia, vale la pena ricordare le parole pronunciate dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Quando l’Assemblea Costituente si riunisce a Roma e si mette all’opera per assolvere il suo mandato, essa ha dunque alle spalle precisamente il collasso dello Stato che era nato, nazionale e unitario, sotto l’egida della monarchia sabauda, per finire travolto dalla degenerazione totalitaria e dall’avventura di guerra del fascismo, avallata dalla monarchia. Non a caso, lo Stato rinasce nella forma repubblicana, per volontà popolare, e si appresta a darsi un nuovo quadro di istituzioni, di principi e di regole per accogliere le istanze di liberta, di democrazia, di progresso civile e sociale, di degna e pacifica presenza nel mondo, di un’Italia che ha ritrovato la sua unità. Un intervento, questo, certamente molto più “nobile”.

Giuseppe Parroncini

Consigliere regionale Pd

 

Foto: Studio Latini - Ronciglione






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