

VITERBO - La Asl di Viterbo promuove l'evento 'Parliamo di ictus', in programma sabato 7 marzo 2026 alle ore 17,30 presso il Teatro San Leonardo di Viterbo.
Si tratta di un incontro aperto alla cittadinanza, a partecipazione gratuita con iscrizione online, pensato per affrontare il tema dell'ictus, ischemico ed emorragico, attraverso un format innovativo che integra approfondimento scientifico e narrazione.
L'iniziativa propone un modello comunicativo diverso dalla tradizionale conferenza sanitaria: accanto agli interventi dei professionisti, spazio allo storytelling, con racconti, testimonianze e momenti di dialogo capaci di restituire non solo la dimensione clinica della patologia, ma anche il suo impatto umano, relazionale e sociale. L'obiettivo è duplice: rafforzare la cultura della prevenzione e della tempestività nell'intervento, e allo stesso tempo promuovere una sanità sempre più centrata sulla persona, capace di integrare competenza tecnica e capacità comunicativa.
L'ictus rappresenta una delle principali emergenze tempo-dipendenti e richiede organizzazione, protocolli, tecnologie avanzate e lavoro di squadra. Tuttavia, accanto alla dimensione clinica, c'è quella emotiva e relazionale che coinvolge pazienti e familiari fin dalle prime ore dell'evento acuto. Proprio da questa consapevolezza nasce l'idea di costruire un momento pubblico di confronto tra operatori sanitari e comunità.
Le dichiarazioni
Fabrizio Chegai, direttore della Radiologia vascolare e interventistica dell'ospedale Santa Rosa e promotore dell'iniziativa, spiega: 'La medicina raggiunge la sua massima efficacia quando alla competenza tecnica si affianca la qualità della relazione. Parlare di ictus in modo accessibile significa costruire consapevolezza e rafforzare il dialogo tra ospedale e territorio.'
Francesca De Sanctis, Nicola Pio Falcone, Alessandro Valenza, gli altri tre professionisti della Asal viterbese presenti nel comitato scientifico dell'evento sottolineano: 'La cultura sanitaria non è solo applicazione di protocolli, ma capacità di comunicare un progetto di cura personalizzato. Rendere comprensibili i percorsi assistenziali significa rendere i cittadini più partecipi e più informati.'
'Oggi è necessario utilizzare forme e modalità nuove – conclude il direttore generale della Asl di Viterbo, Egisto Bianconi, evidenziando il valore strategico dell'iniziativa - per promuovere i servizi sanitari. Dare voce ai pazienti e ai loro cari significa rafforzare fiducia, partecipazione e consapevolezza, elementi fondamentali per una sanità sempre più vicina alle persone'.