


di Fabio Tornatore

VETRALLA - Il Comune di Vetralla approva l'atto di indirizzo politico amministrativo per la costituzione del Parco Archeologico di Norchia. Il documento si propone l'istituzione di un tavolo tecnico scientifico tra Soprintendenza, Università, enti di ricerca, associazioni ed enti interessati, al fine di condividere linee guida e gestionali.
Il documento arriva, dunque, a diversi mesi da quello del Comune di Viterbo e dell'incontro pubblico tra tutti gli attori coinvolti, nel quale il Sindaco di Vetralla si era detto d'accordo, pur nel rispetto delle realtà già presenti nella zona, la tutela della proprietà privata, della caccia e delle attività economica.
Il decalogo dettato dal Comune di Vetralla nell'atto di indirizzo approvato il sette agosto scorso, chiede strategicamente l'inserimento, all'interno del parco a rete, dei siti archeologici vetrallesi di Grotta Porcina, il Tempio di Demetra e Forum Cassii. Inoltre richiede il rispetto della proprietà privata, delle attività agricole, venatorie, della caccia dunque, delle attività commericiali, produttive e turistico ricettive, e limitarsi a interessarsi delle 'emergenze archeologiche'.
Il documento ha particolare importanza per l'obiettivo della costtuzione del parco archeologico di Norchia, perché con tutti gli enti territoriali coinvolti in accordo si può dare inizio alla costituzione effettiva dell'area archeologica più grande d'Europa, perseguendo l'obiettivo comune di salvaguardare i resti delle radici del territorio e rivalutare un sito di grandissima importanza storica, culturale e anche economica per tutta la Tuscia.
Turisti in calo a luglio nella città di Viterbo: secondo l'associazione B&B del Centro Storico è colpa del caldo anomalo di questa estate torrida. Secondo i dati di Meteostat la temperatura media del mese di luglio, infatti, si sarebbe attestata a 27,6 gradi centigradi, con un solo evento piovoso in tutto il mese, mentre nel 2025 la temperatura media sarebbe stata di 24,8 gradi. Secondo 3Bmeteo solo in due giorni le temperature minime sarebbero scese sotto i venti gradi, undici volte nel 2025, per cinque giorni nel 2024, e per otto giorni nel 2023. Nel 2020 tredici giorni, nel 2015 undici giorni e, addirittura, per 24 giorni nel 2008. Le alte temperature di questo periodo, secondo gli operatori del settore, dunque, terrebbero i turisti lontani dalle città: 'a luglio abbiamo avuto un calo anomalo delle presenze nelle nostre strutture, mai registrato in tanti anni di lavoro, e la situazione nel centro è simile per tutti. Il primo semestre dell’anno è stato in linea con gli altri anni, senza sostanziali differenze, e le prenotazioni per i prossimi mesi ci sono, come sempre. È colpa del caldo, non c’è altra spiegazione altrimenti, le persone stanno lontane dalle città”. Dalle strutture del centro, comunque, c'è ottimismo: “per la settimana di Ferragosto, comunque, abbiamo ripreso le prenotazioni, da settembre a Natale abbiamo molte richieste, non abbiamo motivo di preoccuparci per i prossimi mesi'. Dichiarazioni sottoscritte anche dall’associazione di categoria “Stay in Tuscia”. L’ipotesi sarebbe confermata anche dai dati relativi alle presenze negli agriturismi della Tuscia, che non hanno subito i cali dei colleghi in città. I vacanzieri potrebbero dunque aver trovato rifugio nella natura e nelle campagne viterbesi, lontani dalla calura urbana: “il Ferragosto conferma l’attrattività della Tuscia e dei suoi agriturismi, in continuità con una tendenza positiva che stiamo osservando già da diversi mesi” fanno sapere da Coldiretti Viterbo “la Tuscia concentra oltre 540 agriturismi, circa il 42% dell’intera offerta regionale, e conta 475 strutture con alloggio: numeri che raccontano quanto questo comparto sia centrale per il turismo del territorio. È un fenomeno che premia un territorio come il nostro, dove l’agriturismo è diventato sempre più un punto di incontro tra agricoltura, accoglienza e turismo esperienziale. Oggi chi arriva nella Tuscia cerca autenticità, contatto con i produttori e un legame diretto con i luoghi. Ed è proprio questa capacità di offrire non soltanto un soggiorno, ma un’esperienza complessiva, uno dei principali elementi di forza del nostro sistema agrituristico”. Il calo delle presenze, nella città di Viterbo, è confermato anche dai dati relativi agli introiti del Comune di Viterbo sul biglietto unico integrato dei musei, che fanno rilevare un calo di vendite proprio nel mese di luglio: il primo semestre 2026 si è dimostrato lievemente più debole, ma a luglio il calo di vendita dei biglietti è stato importante. 2800 euro incassati, contro i 3800 nello stesso mese dello scorso anno, e i 3400 di due anni fa, mentre nel periodo da gennaio a luglio di quest’anno sono stati incassati 28 mila euro, contro i 34 mila dello scorso anno e i 27 mila euro di due anni fa. La propulsione data dal Giubileo della Chiesa Cattolica comunque si è affievolita, facendo tornare i numeri in linea con gli anni precedenti, seppur con un lieve aumento, come confermato anche dal rapporto sul turismo internazionale redatto da Banca d'Italia e pubblicato l'11 agosto, che mostra una discesa rapida e costante dei turisti stranieri in arrivo in Italia, soprattutto da paesi extra UE, da febbraio a maggio, anche se con un aumento della spesa che fa registrare, a livello nazionale, un +2,3%. Anche gli introiti del Comune di Viterbo dalla tassa di soggiorno lo dimostra: nel 2024 l’imposta sui turisti si è fermata a 480 mila euro, mentre nel 2025 il municipio ha incassato 592 mila euro, con 116 mila euro nel primo trimestre. Nello stesso periodo di quest’anno, invece, gli introiti sono stati di 110 mila.