ANNO 16 n° 273
''Papà ti prego non portarmi da mamma’’
Botte, morsi e insulti alla figlia, 40enne bulgara a processo per maltrattamenti
19/11/2016 - 02:01

VITERBO – ''Me lo ripeteva sempre, troppo spesso per una bambina di dieci anni. 'Papà non portarmi da mamma, ti prego, voglio stare con te'. Era un continuo. Ogni volta che la riaccompagnavo a casa, dopo una giornata trascorsa insieme, era la solita storia: non voleva entrare, mi pregava di portarla da me''.

La spiegazione a quell’inusuale comportamento della piccola F., 13 anni, arriva direttamente da una registrazione fatta di nascosto con un telefono cellulare. Si sentono urla, insulti, minacce e pianti. I pianti della figlia dopo che la madre le avrebbe preso a morsi le mani, tirato una bacinella di plastica, dato pugni e schiaffi. ''Il comportamento della mia ex moglie non è mai stato particolarmente pacato, ma non avrei mai pensato che arrivasse a mettere le mani addosso alla figlia. E a minacciarla: nella registrazione si sente chiaramente'' ha spiegato in aula F.B., padre della piccola e oggi parte offesa nel processo per maltrattamenti a carico della ex compagna.

''Se torni a raccontare tutto a tuo padre ti strappo la bocca''. E ancora. ''Sei una pazza, una bambina bugiarda''. Una violenza, fisica e psicologica, che si sarebbe consumata per mesi, all’interno delle quattro mura domestiche. Una casa in cui la bambina non si sarebbe mai sentita a proprio agio, così come ha raccontato un’assistente sociale che tre anni fa seguì la sua vicenda.

''In uno dei nostri incontri, la piccola ci ha spiegato di come non vivesse in maniera serena con la mamma. Tutta colpa di un rapporto conflittuale: litigavano spesso e purtroppo a volte la piccola è stata vittima di violenze''.

Classe 2003, oggi la ragazza sembra aver raggiunto una nuova stabilità. ''E' stata per anni seguita da educatori di sostegno e psicologi – ha concluso l’assistente sociale – vive con la mamma e i rapporti sembrano andare meglio''.

Ma il processo a carico della donna deve andare avanti, si tornerà in aula il prossimo 19 aprile per ascoltare due testimoni della difesa.






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