

Piazza San Giovanni strapiena per Papa Francesco in occasione della cerimonia di insediamento come vescovo di Roma. «Nella mia vita personale - ha detto il Pontefice nell'omelia - ho visto tante volte il volto misericordioso di Dio, la sua pazienza; ho visto anche in tante persone il coraggio di entrare nelle piaghe di Gesù dicendogli: Signore sono qui, accetta la mia povertà, nascondi nelle tue piaghe il mio peccato, lavalo col tuo sangue. E ho sempre visto che Dio l'ha fatto, ha accolto, consolato, lavato, amato».
LA TENEREZZA DI DIO - «Lasciamoci avvolgere dalla misericordia di Dio - ha proseguito Bergoglio -, confidiamo nella sua pazienza che sempre ci dà tempo; abbiamo il coraggio di tornare nella sua casa, di dimorare nelle ferite del suo amore, lasciandoci amare da Lui, di incontrare la sua misericordia nei sacramenti. Sentiremo la sua tenerezza, tanto bella, sentiremo il suo abbraccio e saremo anche noi più capaci di misericordia, di pazienza, di perdono, di amore». Nella celebrazione Papa Francesco ha citato anche il maestro di Joseph Ratzinger, «il teologo tedesco Romano Guardini che - ha ricordato Bergoglio - diceva che Dio risponde alla nostra debolezza con la sua pazienza e questo è il motivo della nostra fiducia, della nostra speranza». Al termine della messa si è fermato lungo la navata centrale per stringere la mano dei tanti fedeli, poi ha salutato affacciandosi alla Loggia del Laterano: «Fratelli e sorelle buona sera, vi ringrazio tanto per la vostra compagnia nella Messa».
GIOVANNI PAOLO II - Papa Francesco era arrivato a San Giovanni attorno alle 17. Accolto dal sindaco Gianni Alemanno e dal cardinale vicario Agostino Vallini, ha partecipato alla intitolazione a Giovanni Paolo II di una parte della storica piazza, quella antistante il Palazzo del Vicariato. La cerimonia è consistita nello svelamento, da parte di Alemanno, di una targa che riportala dicitura: «Piazza Giovanni Paolo II: Pontefice dal 1978 al 2005». Dopo il Pontefice ha fatto un giro in Papamobile per salutare i fedeli. Ma si è dovuto togliere lo zucchetto a causa del vento. La jeep bianca a un certo punto si è fermata perché Bergoglio ha voluto abbracciare un non vedente.
AL MATTINO - «Non dobbiamo avere paura di essere cristiani e di vivere da cristiani». L'esortazione di papa Francesco ha concluso domenica mattina la recita del «Regina Coeli», che nel tempo di Pasqua sostituisce l'Angelus, dalla finestra del palazzo apostolico, rivolgendo questo invito ai fedeli raccolti in piazza San Pietro. Il pontefice ha ricordato che «la Chiesa è mandata da Cristo risorto a trasmettere agli uomini la remissione dei peccati e così far crescere il regno dell'amore, seminare la pace nei cuori, perchè si affermi anche nelle relazioni, nelle società, nelle istituzioni». E allora, ha concluso Francesco, «abbiamo anche noi più coraggio di testimoniare la fede nel Cristo risorto: non dobbiamo avere paura di essere cristiani e di vivere da cristiani!».
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