ANNO 16 n° 273
''Pannella ha lottato
per diritti che oggi
sembrano scontati''
Parla Franco Grattarola
20/05/2016 - 02:01

di Andrea Arena

VITERBO – ''Le ultime visite di politici al suo capezzale? In alcuni casi mi sono sembrati sinceri, in altri riconoscimenti più dovuti che sentiti. Dei selfie un po’ macabri, ecco’’. Franco Grattarola a Viterbo e nella Tuscia è stato per anni il Partito Radicale. Adesso che il grande padre Marco Pannella se n’è andato, ieri a 86 anni, vale la pena chiedergli un ricordo e un pensiero. Certi, soprattutto, che da lui non si avranno mai né dichiarazioni scontate né, figuriamoci, interessate. Da qualche anno osserva la politica dall'esterno e si dedica alla sua grande passione per il cinema e la critica cinematografica (ultimo lavoro: Luce Rossa, scritto con Andrea Napoli, Iacobellieditore, 2014)-

Grattarola, lei Pannella lo ha mai conosciuto?

''Conosciuto è una parola grossa, l’avrò incontrato un paio di volte. Certo, mi piaceva molto, ma non ero vittima di quel fideismo che colpiva invece altri nel partito’’.

Eppure lei è stato a lungo il riferimento dei Radicali nella Tuscia.

''Dal 1989 al 2001. Prima, da ragazzo, ero un semplice simpatizzante. C’erano Giulio Signorelli, Romano Liviabella…’’.

Il Pannella politico?

''Era molto avanti rispetto a tanti altri esponenti dello stesso Partito Radicale. Che nasce prima di lui, certo, a metà degli anni Cinquanta, fondato da alcuni fuoriusciti del Pli, che però erano notabili. Fu Pannella a cambiare il modo di parlare alla gente, di trattare dei temi diversi, che interessavano alle persone’’.

Le grandi battaglie per i diritti civili.

''Quella sul referendum per il divorzio nacque da Abc, un giornale popolare, non certo di primo piano. Pannella la fece sua, era un argomento trasversale, che interessava tutti, perché all’epoca c’erano i cosiddetti fuorilegge del matrimonio, quelli sposati ancora per la legge, ma non più nei fatti. Bisognerebbe rifletterci oggi’’.

Perché?

''Perché oggi i trentenni danno il divorzio, così come altri diritti, come scontati. E invece dietro hanno una storia di battaglie lunghe e per niente facili. E poi perché Pannella riusciva a fare battaglie trasversali per temi davvero di largo interesse, e non d’interesse e basta, cioè per affari, come invece si esprime di solito il trasversalismo in politica…’’

Senza dimenticare gli scioperi della fame.

''Un nuovo tipo di lotta. Da quello per Valpreda a quello per Toni Negri, senza dimenticare la lotta per Paolo Signorelli. O quella, più in generale, per evitare la messa fuorilegge di Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale, due movimenti di estrema destra: i Radicali misero a disposizione i loro avvocati’’.

Il Pannella oltre la politica.

''Un grande intellettuale. Profondo conoscitore della cultura francese, perché in Francia aveva lavorato come corrispondente de Il Giorno. Per questo riusciva a riscuotere la stima e l’appoggio di personaggi come Pasolini, o Sciascia’’.

Si ricorda qualche suo comizio a Viterbo?

''Forse venne per la prima campagna elettorale, nel 1976, o nel 1979. Di sicuro provammo tante volte ad invitarlo. E di sicuro in questo collegio, che comprendeva anche Roma, Latina e Frosinone, fu eletto’’.

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