

CANINO – L'ennesimo incidente lungo le vie del paese riaccende con forza la polemica sui palii storici e sulla tutela degli animali. A prendere una posizione durissima dopo i fatti accaduti domenica scorsa durante il Palio di San Clemente è l'ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) della sezione di Viterbo e provincia, che definisce l'accaduto non come un’imprevedibile fatalità, ma come la cronaca annunciata di una manifestazione ormai superata e pericolosa.
Gli attimi di paura vissuti lungo Corso Matteotti — con un fantino disarcionato e travolto dagli zoccoli, il panico tra gli spettatori e un cavallo terrorizzato in fuga — sono stati il fulcro della nota di protesta emessa dal sindacato e dall'associazione protezionista. L'ENPA sottolinea il confine netto tra il folklore e la sicurezza degli animali, evidenziando una differenza fondamentale: mentre i fantini scelgono consapevolmente di gareggiare, i cavalli vengono costretti a correre in contesti urbani del tutto inadeguati, tra asfalto, urla e transenne.
«Dire che questa volta non ci sono state lesioni gravi è la solita scusa per sminuire l'accaduto», evidenziano i rappresentanti dell'associazione viterbese, denunciando i rischi sistematici a cui sono sottoposti gli animali in questo tipo di tracciati. «Non va bene niente: questa volta è andata bene, ma non possiamo aspettare l'ennesimo cavallo sacrificato per fare finta che il problema non esista».
Dall'associazione arriva quindi un appello accorato e perentorio alle istituzioni e al legislatore per mettere la parola fine alle corse di animali su tracciati cittadini, sollecitando un passaggio definitivo verso forme di rievocazione storica che non impieghino o mettano a rischio la vita degli animali.