ANNO 16 n° 206
Palazzo Doria Pamphilj chiuso da anni e le associazioni di San Martino al Cimino rompono il silenzio
Gianni Ambrosini lancia un appello fermo alla Regione Lazio chiedendo risposte ufficiali
Serena
20/07/2026 - 02:30
di Serena D'Ascanio

VITERBO/SAN MARTINO - La pazienza della comunità di San Martino al Cimino è ormai esaurita. Le promesse non bastano più, così come i continui rinvii e le versioni contrastanti che cambiano a seconda dell'interlocutore di turno. A distanza di anni dalla chiusura di Palazzo Doria Pamphilj, uno dei beni storici e architettonici più importanti dell'intera Tuscia, i residenti e le realtà locali chiedono a gran voce una sola cosa: la verità.

A farsi portavoce di questo profondo malcontento è Gianni Ambrosini, che a nome delle associazioni del territorio reclama trasparenza e la fine di un silenzio istituzionale non più tollerabile. 

Dal successo turistico al portone sbarrato

La frustrazione della comunità locale affonda le radici nel contrasto tra il presente e un passato recente ricco di vita. Quando il Palazzo era aperto, la sinergia tra la società LAZIOcrea e il tessuto associativo locale — tra cui spicca l'attività dell'Associazione Borromina — aveva permesso di valorizzare lo storico immobile. Grazie a visite guidate, convegni, spettacoli teatrali ed eventi di rievocazione storica, la struttura accoglieva migliaia di visitatori all'anno, fungendo da traino fondamentale per l'economia e il commercio del borgo.

Oggi lo scenario è desolante:

  • I turisti arrivano per ammirare la splendida Abbazia e passeggiare nel borgo, ma si trovano davanti a un portone sbarrato.

  • Chi accoglie i visitatori si trova nell'imbarazzo di non saper spiegare i motivi di questa chiusura prolungata.

  • Un intero territorio viene privato della sua principale risorsa identitaria, culturale ed economica.

Le cinque domande alla Regione Lazio

Le associazioni di San Martino al Cimino non chiedono trattamenti di favore, ma pretendono risposte chiare e formali dalla Regione Lazio, ente proprietario dell'immobile. Attraverso una comunicazione ufficiale, il territorio esige di sapere:

  • Per quale motivo specifico Palazzo Doria Pamphilj è attualmente chiuso al pubblico;

  • Quali interventi di manutenzione o restauro devono essere ancora realizzati;

  • Qual è lo stato di avanzamento dei lavori programmati;

  • A quanto ammontano le risorse finanziarie stanziate per il recupero dell'edificio;

  • Qual è la data esatta in cui il monumento verrà finalmente riaperto e restituito alla collettività.

'Un patrimonio storico di questo valore non può restare chiuso nell'indifferenza generale. Lasciarlo sbarrato significa privare la nostra comunità della sua storia e del suo futuro. I cittadini hanno dimostrato di saper custodire e valorizzare questo luogo con amore e competenza: ora tocca alle istituzioni fare la propria parte. Il tempo delle attese è finito'.






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