

di Roberto Pomi
VITERBO - ''A volte viene voglia di non andare più in consiglio comunale'', così il consigliere di Fratelli d’Italia Luigi Buzzi. La seduta di giovedì in sala d’Ercole non è stata un bello spettacolo. La maggioranza si presenta particolarmente disorientata e per arrivare a votare una roba banale come la consulta della cultura si è intavolata una discussione di ore. Estenuante, frammentata da sospensioni e farcita da un nervosismo così forte che due pezzi della maggioranza quasi sono venuti alle mani.
La stessa opposizione è in difficoltà e più volte hanno scandito un messaggio per il sindaco Leonardo Michelini: ''Dimettiti''. Abbiamo intervistato il consigliere di minoranza Buzzi.
Cosa sta succedendo dal suo punto di vista?
''All’ultimo consiglio abbiamo assistito a una pagina, l’ennesima, non edificante dell’amministrazione Michelini. Una grande confusione su un argomento semplice, come l’istituzione della consulta delle associazioni culturali. Uno scompiglio dovuto a una maggioranza divisa e frazionata, non tanto per partiti ma proprio a livello dei rapporti tra le persone. I cittadini che magari seguono in streaming le vicende del consiglio comunale saranno sicuramente rimasti disgustati. Un consiglio bloccato dalle 3 alle 8 di sera per una cosa che andava risolta in mezz’ora. Ma non è tanto quello che è accaduto nelle ultime ore. A preoccupare è il clima generale che si respira''.
Che tipo di clima?
''Si è creato un clima che impedisce l’attività amministrativa. Le commissioni non vengono convocate, quando lo sono si va avanti nella discussione su argomenti datati. I diversi pezzi della maggioranza sembrano contrapposti tra loro e la sensazione è che il sindaco non riesca a fare sintesi. Non appare in grado di gestire la situazione''.
Dovreste essere contenti da oppositori …
''E’ diventato persino difficile fare l’opposizione, impensabile riuscire a metterli in difficoltà più di quanto già fanno tra loro. Spesso verrebbe voglia di abbandonare l’aula. Si ha la sensazione di partecipare a qualcosa non più utile per la città. E alla fine ci rimette la politica, sempre meno apprezzabili e apprezzata dalle persone''.