

VITERBO - Un ulivo piantato nel Giardino della fraternità di porta della Verità da oggi ricorda il questore Giovanni Palatucci, Giusto tra le nazioni per aver salvato dal genocidio molti ebrei.

Il luogo dove è stato piantato l'albero non è casuale. Il questore di Viterbo Giancarlo Sant’Elia, ha ricordato che: ''nel palazzo davanti a questo giardino vivevano tre ebrei, deportati ad Auschwitz, e tre pietre di inciampo sono lì a ricordarli, per questo insieme al commissario Antonella Scolamiero lo abbiamo scelto: ci piace l’idea di creare un angolo della memoria''.
Il questore ha ripercorso la storia di Palatucci ''stato un funzionario di polizia durante gli anni bui della seconda guerra mondiale. Profondamente religioso e propenso ad aiutare il prossimo, dopo le leggi razziali ha deciso di contrastare la deportazione degli ebrei. Ne ha salvati 5mila. Ma, scoperto dai nazisti, è stato arrestato e deportato nel campo di concentramento di Dachau dove è morto di stenti. Il suo corpo è stato gettato in una fossa comune. Palatucci è un eroe dei nostri tempi e il suo nome è stato anche scalfito sul memoriale sacro a Gerusalemme''.

Presenti alla commemorazione anche Angelo Di Porto, il cui padre fu nascosto e salvato dalla cattura da Rita Orlandi, e Massimo Finzi della comunità ebraica di Roma; il commissario del Comune di Viterbo, Antonella Scolamiero, il prefetto Giovanni Bruno, i comandanti provinciali di carabinieri e guardia di finanza e gli studenti del liceo Paolo Ruffini.