

Aperte tra le violenze le urne in Pakistan per le elezioni generali. Sono almeno 11 infatti i morti a seguito di un attentato compiuto davanti a un seggio a Karachi. Lo riferisce Samaa tv, aggiornando un precedente bilancio di cinque morti. La deflagrazione è avvenuta nell'area di Dawood Chorangi dove si trovava un candidato del partito dell'Awami National Party (Anp), Amanullah Mehsud, che è sopravvissuto all'attacco. Il gruppo politico pashtun laico, che faceva parte della coalizione di governo, è nel mirino del principale movimento armato talebani Da quanto è emerso, l'esplosivo era nascosto su un auto-risciò parcheggiato. Lo scoppio è stato molto potente e ha seminato il panico nel quartiere. Ha distrutto diversi negozi e mandato in frantumi i vetri delle finestre. Tra i feriti ci sono diversi bambini. Una fonte della polizia ha riferito che Mehsud si trovava a bordo di un auto e che non è stato colpito dall'ordigno. Mentre sono in corso le operazione di voto, un'altra esplosione è stata udita sempre a Karachi, nell'area di Landhi, ma non si hanno ancora notizie sui eventuali danni. I talebani del Ttp (Tehrik-e-taleban Pakistan) avevano lanciato una campagna di sabotaggio del voto con vari avvertimenti ai principali partiti filo governativi e agli elettori.
APPUNTAMENTO ELETTORALE - La potenza demografica e nucleare dell'Asia meridionale è chiamata a rinnovare l'Assemblea nazionale e quattro assemblee provinciali (Khyber Pakhtunkhwa, Punjab, Sindh e Bluchistan). Un appuntamento dal grande significato simbolico, la prima transizione democratica nei 66 anni di indipendenza nazionale, oltre la metà dei quali passati sotto una dittatura, questo voto sancisce la conclusione del primo intero mandato quinquennale da parte di un governo pachistano. E un appuntamento, come detto, segnato dalla violenza, che ha visto già 100 morti nel Paese, a cui si aggiungono quelli di oggi.
SEGGI APERTI - Le operazioni di voto sono cominciate alle 8 (le 5 ora italiana) e si concluderanno alle 17 (14). Circa 89 milioni di persone potranno esercitare il loro diritto nei quasi 70 mila seggi approntati in tutto il Paese, grazie anche al dispiegamento di 600.000 uomini delle forze di sicurezza, fra cui 92.000 militari e vari gruppi di «teste di cuoio» pronti ad intervenire in caso di emergenza. Gli analisti sono rimasti prudenti sulle prospettive del voto che vede la partecipazione di numerosi partiti, di cui solo tre - il Partito del popolo pachistano (Ppp, al governo per cinque anni), la Lega musulmana pachistana Nawaz (Pml-N, opposizione) e il Movimento pachistano per la giustizia (Pti) dell'ex campione di cricket Imran Khan - hanno possibilità di affermazione. Il presidente pakistano Asif ali Zardari ha votato per posta.
VIOLENZE E ATTENTATI - Un'ondata di violenze preelettorali ha causato nel paese oltre 100 morti nel solo mese di aprile, fra cui anche alcuni candidati. A Karachi, nel Pakistan meridionale, venerdì sera, a poche ore dall'apertura delle urne, è stato ucciso Shakil Ahmed, un candidato indipendente elle elezioni della provincia di Sindh. I talebani, che considerano le elezioni contrarie all'Islam, hanno espressamente minacciato il Partito del Popolo Pakistano (PPP) e i suoi partner della coalizione laica al governo, ottenendo come risultato di ridurre drasticamente le possibilità di campagna elettorale dei loro leader. Sempre alla vigilia del voto, un'esplosione ha causato tre vittime in un mercato di Miranshah, nel Waziristan settentrionale al confine con l'Afghanistan. E sempre a Karachi in mattinata si è registrato un attentato in cui allmeno 12 persone sono rimaste ferite. Anche in questo caso, secondo quanto riferito dalla polizia, nel mirino c'era un candidato laico.
L'APPELLO DI MALALA - La studentessa pachistana Malala Yousufzai, gravemente ferita lo scorso anno dai talebani e ora residente in Gran Bretagna, in un messaggio video ha incoraggiato le donne a recarsi a votare. «L'espressione del voto - ha detto la ragazza che si è quasi completamente ristabilita - è un diritto di ogni pachistano e deve essere utilizzato per contribuire al progresso e alla prosperità della Nazione. Uscite di casa quindi ed esprimete il vostro voto senza paura». Non è chiaro però se dappertutto riusciranno a votare: è trapelato che per un seggio del distretto di Lower Dir, nel nord-ovest, i principali partiti avrebbero raggiunto un accordo non scritto per impedire alle donne di esprimere il loro voto.
LO SCENARIO - Un'altra novità di questo voto è la sua grande incertezza. Determinata soprattutto dalla fine del bipolarismo politico fra il Partito del popolo pachistano (Ppp, alla guida del governo uscente) e La Lega musulmana pachistana-Nawaz (Pml-N) dei fratelli Sharif. Di cui uno, Nawaz, soprannominato il «Leone del Punjab», è già stato per due volte premier prima di essere deposto da un colpo di Stato. A fare da terzo incomodo è emerso negli ultimi anni l'ex campione di cricket Imran Khan che, abbandonato l'agonismo attivo, ha fondato il Movimento pachistano per la giustizia (Pti) che si offre come «unica forza rinnovatrice» capace di materializzare il sogno di «trasformare il Pakistan in una Nazione veramente indipendente e produttiva». Si contano 40 milioni di persone che votano per la prima volta (oltre il 45% del totale), mentre sono stati eliminati 35 milioni di falsi elettori emersi nel processo di digitalizzazione delle liste. In passato l'affluenza è stata inferiore al 50%. Le emergenze nazionali vanno dal terrorismo alla corruzione, dalla crisi economica all'emergenza energetica. TERRORISMO - Circa 49.000 persone sono morte in attacchi terroristici dall'11 settembre 2001, mentre 25.000 hanno perso la vita dal 2008 per gli effetti dell'offensiva militare contro i talebani e gli altri gruppi armati nei territori tribali. Correlata vi è la martellante azione dei droni americani che continua nonostante il governo l'abbia più volte condannata. Il fatto che spesso fra le vittime si contino civili innocenti è stata una spina nel fianco delle autorità uscenti di Islamabad che rischiano di pagarne un prezzo elettorale.
fonte: Corriere.it