

VITERBO - La direzione antimafia di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di un grafico viterbese che avrebbe attirato dei minorenni nel suo studio, con la scusa del lavoro, per poi chiedergli prestazioni sessuali o atti di autoerotismo dietro compenso.
Le vittime sarebbero due ma in ballo ci sarebbero altri giovani, tutti minorenni. I fatti risalgono al 2010/2012 e il reato ipotizzato è sfruttamento della protituzione minorile.
I ragazzi, secondo quanto si apprende, sarebbero stati consenzienti per motivi economici. Infatti, i giovani erano in cerca di lavoro per sostenere le famiglie. L'udienza preliminare è stata fissata a giugno.