ANNO 16 n° 181
Paesaggio, agricoltura e identità, il ruolo strategico di Agronomi e Forestali per il turismo lento nella Tuscia
Nota dell'ODAF provinciale dopo l'evento con l'Università e la Camera di Commercio. L'intervento di Nicolò Passeri: «Progettare turismo nelle aree interne significa connettere ambiente, comunità e produzioni locali»
Serena
30/06/2026 - 16:20
di Serena D'Ascanio

VITERBO - L’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Viterbo ha partecipato alla Masterclass sul turismo lento nelle aree interne, in programma sabato 27 giugno nel borgo di Trevinano, nell’ambito dello Slow Tourism Lab e del progetto “Turismo e cultura 2026”, realizzato con il contributo della Camera di Commercio Rieti Viterbo. L’iniziativa, promossa in collaborazione con Centro Italia - Azienda Speciale della Camera di Commercio Rieti Viterbo, Slow Food Viterbo e Tuscia, Università della Tuscia, enti locali e ODAF Viterbo, ha lo scopo di fornire competenze teoriche e operative per la progettazione, promozione e gestione di esperienze di turismo lento, con particolare attenzione alla valorizzazione delle risorse paesaggistiche, delle produzioni agroalimentari e delle comunità.

La presenza dell’Ordine assume un significato particolarmente rilevante. Il Presidente ODAF Viterbo, Dott. Donato Ferrucci, è interventuo in apertura lavori dei lavori insieme alla Sindaca di Acquapendente Alessandra Terrosi e al Presidente di Slow Food Viterbo e Tuscia Luigi Pagliaro. Ferrucci ha ribadito la necessità di dare scopo e metodi per interpretare e comprendere il significato di 'Turismo lento', in contrapposizione a quello 'Veloce', rispetto al quale deve fornire valore e strumenti.

 

Tra i relatori presente anche il Dott. Nicolò Passeri, Dottore Agronomo, con l’intervento dal titolo “Fragilità, potenzialità e prospettive del turismo lento. Aree interne oltre la retorica del declino”. Il turismo lento, soprattutto nei territori rurali e nelle aree interne, non può essere ridotto a una semplice formula promozionale. È un processo complesso che richiede lettura del paesaggio, conoscenza dei sistemi agricoli, capacità di interpretare i luoghi, attenzione agli equilibri ambientali e comprensione delle comunità che quei territori li abitano, li custodiscono e li trasformano. In questo quadro, la figura del Dottore Agronomo e del Dottore Forestale rappresenta una competenza strategica.

 

Agronomi e forestali sono infatti professionisti chiamati a leggere il territorio nella sua interezza: suolo, acqua, biodiversità, paesaggio agrario, sistemi produttivi, filiere locali, boschi, sentieri, infrastrutture verdi, aziende agricole e comunità rurali. La progettazione di un sito dedicato al turismo lento non riguarda soltanto l’individuazione di un percorso o la costruzione di un’offerta esperienziale, ma implica la capacità di riconoscere il valore ecologico, produttivo, culturale e identitario dei luoghi.

 

Le aree interne non sono spazi vuoti da riempire, né territori da raccontare esclusivamente attraverso la lente dello spopolamento o della marginalità. Sono paesaggi vissuti, archivi di pratiche agricole, memorie, saperi locali, forme di adattamento e possibilità. Progettare turismo lento significa quindi evitare operazioni superficiali o meramente scenografiche, per costruire invece esperienze fondate sulla relazione tra ambiente, comunità e produzioni locali.

 

In questa prospettiva, il Dottore Agronomo e il Dottore Forestale possono contribuire in modo decisivo alla definizione di percorsi coerenti con l’identità dei luoghi, alla valorizzazione delle produzioni agroalimentari, alla tutela del paesaggio rurale, alla gestione sostenibile delle risorse naturali e alla costruzione di modelli di fruizione rispettosi dei limiti ecologici e sociali dei territori. La loro professionalità consente di trasformare il turismo lento in uno strumento di cura, manutenzione e rigenerazione territoriale.

 

 

 

 






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