ANNO 16 n° 273
''Orti civici sui terreni abbandonati''
La proposta di Lietta Granato e Francesca Durastanti (Viva Viterbo)
24/05/2013 - 09:59

VITERBO - Cercare di portare avanti proposte concrete, trasformare i problemi in soluzioni creative. Questo il mantra di Francesca Durastanti e Lietta Granato, candidate per la lista civica Viva Viterbo.

E cosa c'è di più concreto della terra, o quale problema è più pressante, al momento, della crisi economica e dei suoi effetti sulle famiglie meno fortunate?

‘’Durante la mia esperienza lavorativa all'estero - racconta Lietta Granato - ho avuto modo di vedere e toccare con mano molte idee creative che mettono in sinergia soggetti diversi come persone della terza età o i cittadini meno privilegiati da una parte e il Comune dall'altra’’.

La Granato si riferisce, tra l’altro, all'orto civico, già in funzione da decenni in Inghilterra e in altri paesi nord-europei, ma anche molto sviluppato in Italia: ‘’Sono realtà – spiega - di vario tipo dove, in alcuni casi, il Comune mette a disposizione lotti di terreno da coltivare, in cambio di contributi minimi. Il cittadino si impegna a coltivarlo e ne trae un vantaggio sotto forma di raccolto. Di solito si tratta di pensionati o disoccupati che possano impiegare così il proprio tempo e hanno tanta voglia di lavorare ma magari non hanno la possibilità di esprimere questa loro potenzialità’’.

‘’Per sviluppare la nostra versione di quest'idea classica dell'Allotment - interviene Francesca Durastanti, agronoma specializzata in agricoltura sociale - ci stiamo confrontando con l'Università della Tuscia, che da tempo porta avanti con successo questo tipo di progetti. Avere a Viterbo l'esperienza di un Ateneo tra i più stimati in Italia in questo settore non può che essere un valore aggiunto.”

L’idea è semplice: il cittadino riceve un lotto di terra da coltivare e ne ricava prodotti per il proprio consumo. In questo modo, terreni pubblici, spesso abbandonati o sotto utilizzati, diventano un valore; mentre persone con difficoltà economiche, trovano possibili forme di sostegno.

‘’Non solo - aggiunge la Durastanti - aree verdi spesso abbandonate, sono così trasformate in un beneficio per l’intera cittadinanza. Non sono solo luoghi di produzione, ma anche di socializzazione, di relazioni e di formazione. Un beneficio che, in misura differente, ricade su diversi soggetti. Un esempio di come, mettendo insieme le difficoltà di pensionati e disoccupati, utilizzando per giunta terreni abbandonati, si riesca a produrre benessere e si possa contribuire a migliorare la qualità di vita di una città e dei suoi cittadini. Un modo di trovare soluzioni innovative mettendo a valore le risorse che si hanno’’.

‘’Potrebbe essere un'operazione a costo zero per l'amministrazione - conclude Lietta Granato - finanziata con fondi europei e sovvenzionata con l'affitto dei lotti, che porterebbe però a grandi risultati sul piano sociale con l'impiego di molte persone della terza età da una parte, e l'aiuto costruttivo a famiglie più bisognose dall'altra’’.

 






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