

VITERBO – Altro passo in avanti verso la riattivazione della tratta ferroviaria Orte-Civitavecchia. L’assessore alla Mobilità della Regione Lazio Francesco Lollobrigita ha infatti convocato, per il 20 dicembre prossimo, la conferenza dei servizi che dovrà dare il via libera alla progettazione.
La linea è “temporaneamente” chiusa del 23 febbraio 1961, a seguito di una frana in località Mole del Mignone. Da allora, per alcuni anni, rimase in esercizio solo la tratta a valle dello smottamento, tra Capranica e Orte, ma il 25 settembre 1994 fu chiusa anch’essa. Nel frattempo erano stati spesi circa 250milioni di vecchie lire per ripristinare la zona interessata al movimento franoso.
Dal 2006 si è ricominciato a parlare di riapertura della linea. Un primo passo in questo senso si è avuto, nello stesso anno, con l'acquisizione da parte della Regione Lazio dell'intera tratta ferroviaria. Il 6 febbraio 2009, la giunta regionale approvò delibera per il ripristino del tracciato. Il 17 luglio dello stesso anno la stessa Regione approvò il bando di gara per la redazione del progetto preliminare.
Il 3 settembre 2010, Italferr (società del gruppo Ferrovie dello Stato) si è aggiudicata la progettazione (preliminare e definitiva). La gara internazionale era stata bandita dall'Agenzia per la Mobilità (Aremol) della Regione Lazio. La progettazione è stata finanziata dall’Unione Europea, dall’Interporto di Orte e dell’Autorità Portuale di Civitavecchia.
Per la Commissione Europea, la linea ferroviaria è fondamentale per i collegamenti tra il mar Tirreno e il mare Adriatico, quindi tra il porto di Civitavecchia e quello di Ancona. L’opera ha costo vicino al miliardo di euro. Una cifra che, al momento, nessuno ha messo a disposizione.