ANNO 16 n° 18
Orte, si riaccende la protesta degli agricoltori
Lunedi 19 gennaio sit-in nei pressi del casello autostradale. Monfeli: 'La politica sta distruggendo l'agricoltura'
Alessandra
17/01/2026 - 04:47
di Alessandra Sorge

 

Antonio Monfeli

ORTE - A poco meno di un anno dall'ultimo sit-in stanno per riaccendersi le proteste degli agricoltori contro le scelte politiche italiane e europee in tema agroalimentare. A partire da lunedì 19 gennaio prenderà via nella provincia di Viterbo il primo presidio di protesta a Orte, nei pressi del casello autostradale. Qui si sono dati appuntamento gli imprenditori agricoli della Tuscia che al grido 'salviamo il nostro made in Italy' si dicono pronti a far divampare la protesta pacifica. Antonio Monfeli, presidente del Comitato nazionale di coordinamento e di azione per l'evoluzione agricola (CONCA), che aveva già guidato la protesta dei trattori un anno fa è lapidario: 'Si protesterà ad oltranza - dice - affinché non riusciremo ad avere la giusta attenzione da parte della politica, che continua a penalizzare attraverso decisione scellerate il lavoro più bello del mondo, ossia quello agricolo'.

Intanto nei giorni scorsi la protesta è partita dal nord Italia e presto si radicherà nella provincia di Viterbo. 'Il governo ha fallito, l'Europa ha fallito - prosegue Monfeli - e noi agricoltori, che rappresentiamo l'ossatura economica di questo Paese, avanziamo richieste che vengono puntualmente disattese, siamo stufi'. Tra il malcontento generale, il recente accordo Ue-Marcosour sulle esportazioni: 'Un vero e proprio paradosso - continua Monfeli - prima l'Europa ci obbliga a rispettare determinate regole sull'uso di prodotti, poi accetta da parte paesi stranieri che, notorimente, non seguono le nostre direttive merci e prodotti pieni di pesticidi e altri fitofarmaci. Questo meccanismo penalizza ingiustamente le nostre aziende e le nostre produzioni. Servirebbero dei dazi e maggiori controlli per far entrare questi prodotti in Ue. Il nostro settore vive uno stato di crisi generale, manca il ricambio generazionale e chi ha un'attività avviata fa fatica a far quadrare i conti. Nel 2024 sono state chiuse quasi 40mila aziende, se continuiamo di questo passo cosa resterà dell'agricoltura'?

Sostegno all'iniziativa è arrivata da vari partiti politici tra cui Rifondazione Comunista: 'La protesta degli agricoltori - spiega il consigliere Yuri Cavalieri - in particolare contro l'accordo Ue-Mercosur è sacrosanta e noi la sosteniamo in Italia come in Europa. Rifondazione Comunista con il gruppo della Sinistra al Parlamento Europeo si è sempre opposta e continuerà ad opporsi agli accordi di libero scambio che devastano i nostri territori e le nostre aziende agricole'

2025-protesta trattori






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