ANNO 16 n° 272
Orsolini: “Nella Tuscia urgente un cambio
della classe politica ”
Quaranta anni di Federlazio
25/09/2012 - 11:16

VITERBO – “Per lungo tempo abbiamo accompagnato le nostre aziende sui viali del successo e dell’eccellenza, registrando consensi a livello sia interno, che internazionale. Oggi, siamo al loro fianco nella gestione dell’emergenza, nella ricerca, di nuove possibili opportunità di finanziamento, di utilizzo degli ammortizzatori sociali per fronteggiare inevitabili esuberi di personale”. E’ quanto ha dichiarato il presidente di Federlazio Viterbo durante le celebrazioni per i quarant’anni di attività dell’Associazione nella provincia viterbese, che si sono svolte nella Sala Regia di Palazzo dei Priori.

“Non intendiamo nascondere che, misurando il lungo cammino di impegno, di sforzi, di difficoltà, di idee, di proposte, che ci ha contraddistinti dai lontani primi anni settanta, proviamo, oggi, di fronte a questo evento, un sentimento di profonda soddisfazione ed orgoglio, ma, insieme di preoccupata responsabilità – ha detto Orsolini -. Voler continuare ad offrire, in futuro, un sicuro e concreto supporto all’universo delle piccole e medie imprese e alla crescita economica e sociale del territorio, significa - nell’immediato - prendere atto e fare i conti con un contesto estremamente cambiato e di notevole criticità, in una cupa stagione di difficoltà, che stenta a tramontare. La straordinaria potenzialità e ricchezza della Tuscia, però, deve poter essere espressa anche dalla politica”.

E qui il riferimento da parte del presidente alle vicende economiche e politiche degli ultimi mesi: “Il nostro anniversario cade in un momento in cui nel Paese, ed anche a livello locale, si rileva una estrema incertezza della stabilità politica, con l’accentuarsi della tensione sui problemi sociali, soprattutto quelli del lavoro – ha detto -. Viviamo una fase in cui tutti i principali partiti, più che sulle alleanze e sui programmi di governo, sono costretti ad interrogarsi sui fondamenti stessi della loro identità: gli schemi classici, appiattiti sul concetto di potere e di apparati professionali-elettorali, di fronte alle nuove sfide in atto, mostrano tutti i loro limiti”.

“I partiti devono avere il coraggio del rinnovamento – ha continuato -, di modificare anche in profondità le tradizionali forme e gli apparati, affinché possano continuare a registrare il consenso di tutti coloro che sono interessati alla gestione della cosa pubblica e non solo di quanti aspettano favori e benefici”.

“Nel Paese ingenerale, e nella Tuscia in particolare, si avverte l’esigenza di un cambiamento urgente della classe politica, non più arroccata a difesa di se stessa, a ragionare solo i termini di potere – ha concluso Orsolini -. In questo territorio ne abbiamo bisogno, quale condizione essenziale per poter creare le condizioni favorevoli al rilancio economico e sociale”.

Al direttore di Federlazio Viterbo Giuseppe Crea, invece, è toccato il compito di ricordare quanto l’associazione sia radicata nel territorio: “Oggi la Federlazio – ha dichiarato - rappresenta oltre 3.500 imprese per circa 70.000 addetti aventi un fatturato totale che supera i 10 miliardi di euro l’anno, ed è presente con una propria sede a Roma, Frosinone, Latina, Rieti, Viterbo, Civita Castellana”.

“L’associazione rappresenta imprese appartenenti a 46 ambiti merceologici, raggruppati in 24 diverse categorie quali – ha spiegato poi -: abbigliamento, aerospazio e difesa, alimentare, ambiente, audiovisivo, ceramica, chimica, distribuzione, edilizia, editoria, energia, estrattivi, grafica, impiantistica, informatica, legno, metalmeccanica, orthoprotesica, pulimento, salute, sanità privata, servizi, trasporti, turismo”.

Con l’intervento del presidente della Provincia Marcello Meroi, infine, si è tornati a parlare del rapporto con le istituzioni: In questi anni la collaborazione tra Federlazio e le istituzioni locali abbia portato a passaggi cruciali per la crescita del territorio – ha detto - . Penso, per esempio, ai tavoli di concertazione per erogare formazione professionale secondo le richieste che ci sono arrivate direttamente dalle aziende. O alla presenza dei rappresentanti dell’associazione al tavolo di incontro con la SAT spa per la realizzazione del Corridoio tirrenico”.

“Sono convinto che una buona amministrazione pubblica sia quella che metta l’impresa privata nella migliore condizione possibile per operare – ha proseguito -, ed ecco perché è necessario attivare tutte quelle iniziative che eliminino burocrazia e aiutino effettivamente e concretamente le piccole e medie imprese in difficoltà, al di là della loro forza e della loro consistenza economica”.

“E’ l’economia reale, il mondo delle imprese e del lavoro, ad aver necessità di un sostegno che si traduce in disponibilità del credito per investire – ha concluso Meroi -. Proprio in questa sede, dunque, proprio dalla casa delle imprese lancio di nuovo il mio appello alle banche: non lasciamo sole le piccole e medie imprese. Solo se tutti insieme saremo disposti a fare la nostra parte, nell’ambito delle rispettive competenze, riusciremo davvero a superare la crisi e a dare una prospettiva di sviluppo vera a questo Paese”.

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