

di Antimo Verde
VITERBO - Una pecora sgozzata, sul ciglio della strada vicino le Terme dei Papi. E’ questa la macabra scoperta fatta da una coppia viterbese lunedì pomeriggio. I due, mentre percorrevano Strada Bagni, l’arteria che collega porta Faul alle terme locali, hanno notato all’altezza dello svincolo della superstrada la carcassa insanguinata dell’animale, lasciata lì tra gli arbusti e i rifiuti.
Probabilmente, le cause della morte dell’animale e il successivo abbandono del cadavere sono da ricollegare all’ignoranza e alla codardia di qualche incivile. Ma ci sono dettagli che gettano una luce ancora più sinistra su tutta la vicenda: avvicinatasi alla carcassa, la coppia ha notato che il povero animale, oltre ad avere la gola sgozzata, presentava delle bruciature sulle zampe, legate con del nastro.
Un'ulteriore crudeltà, quasi per voler torturare la pecora, a cui è difficile trovare una spiegazione. Oltretutto, il corpo della bestiola è stato ritrovato in prossimità della Fontana del Boia: la tradizione vuole che proprio lì il boia cittadino sciacquasse gli attrezzi e ripulisse le sue mani dopo aver eseguito le sentenze di morte. Che si tratti di un rito satanico fatto da qualche incosciente? Chissà.
Da chiarire, anche se l’animale sia stato barbaramente torturato e ucciso sul posto oppure se sia stato trasportato lì successivamente. Certa, per il momento, è solo la barbarie a cui può scendere l'essere umano.